• 8 Febbraio 2026 11:15

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Il dispositivo anti-smartphone in auto: come funziona il progetto di una startup italiana

Feb 8, 2026

La sicurezza stradale è un aspetto sempre più importante della mobilità, anche per via dell’aumento delle fonti di distrazione alla guida. In particolare, lo smartphone è uno dei principali elementi di rischio. Le statistiche Istat e dell’ente americano NHTSA, citate dal Corriere della Sera,  fotografano in modo molto chiaro il problema. La distrazione al volante, infatti, era responsabile del 10-12% dei sinistri tra il 2000 e il 2007 ma negli ultimi anni (2015 – 2025) è arrivata fino al 22%. Per ridurre le distrazioni alla guida, un progetto sviluppato da una startup toscana, chiamata Smart Ai, in collaborazione con il Politecnico di Bari e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha dato vita a Speye. Si tratta di un vero e proprio sistema “anti-smartphone” alla guida che non impone regole ma che punta a incentivare una guida più attenta e sicura, con un approccio molto diverso da quello tradizionalmente utilizzato per supportare la sicurezza stradale.

Come funziona

Speye è costituito da una videocamera e da un piccolo box  dove vengono registrati i dati, utilizzando tecnologie blockchain. In caso di brusche decelerazioni del veicolo oppure in caso di attivazione dei sistemi “pre sense” del veicolo, che rilevano il rischio di un impatto, la videocamera scatterà delle foto (con il volto dell’automobilista oscurato per proteggere la privacy).

Ogni foto sarà poi salvata nel dispositivo, con il sistema che associerà l’evento a un codice blockchain, la stessa utilizzata dalle criptovalute, che includerà la targa, la data e l’ora dell’evento. In caso di sinistro, queste informazioni saranno accessibili all’autorità giudiziaria per chiarire le dinamiche dell’incidente ed eventuali violazioni al Codice della Strada.

Secondo Davide Cecio, presidente di Smart Ai, non si tratta di un tentativo di colpevolizzare gli automobilisti “il nostro obiettivo non è repressivo ma dissuasivo. È, per fare un esempio, possiamo citare gli autovelox fissi che sono per legge segnalati con cartelli e anche indicati nelle mappe di navigazione Gps“.

Il progetto in questione è ancora in pieno sviluppo. Gli ingegneri coinvolti, infatti, stanno studiando la realizzazione di una telecamera ancora più piccola, che sarà in grado di adattarsi a qualsiasi veicolo, sempre in modo non invasivo. Per il futuro, inoltre, l’obiettivo di Smart AI è quello di stringere delle partnership con aziende del settore AI, in modo da arrivare a integrare Speye su veicoli di serie.

Il nome chiarisce l’obiettivo

È particolarmente curiosa la scelta del nome. Speye, infatti, deriva dalla filosofia del pensiero di Jeremy Bentham, le cui idee sono poi state riprese da Michel Foucault. Si tratta di un riferimento a un sistema in grado di rendere possibile il controllo ma senza imporlo, con l’obiettivo di diventare uno strumento di educazione e, quindi, un incentivo ad adottare il giusto comportamento. Secondo Cecio, Speye “osserva in silenzio, avverte quando serve, e protegge la guida e la vita delle persone. È tecnologia responsabile, pensata per chi vuole sicurezza senza coercizione“. Per ulteriori dettagli in merito al futuro del progetto basterà attendere le prossime settimane. L’iniziativa è sicuramente molto interessante e può rappresentare un’evoluzione per il settore della sicurezza in auto.

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