• 5 Febbraio 2026 11:15

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Insulto luminoso appare sulla volante della Polizia, due agenti nei guai

Feb 5, 2026

Che fosse una bravata, una goliardata fuori luogo o un gesto compiuto senza pensarne le conseguenze, poco importa: l’episodio avvenuto a Roma ha fatto rapidamente il giro del web e ora rischia di pesare seriamente sulla carriera di due agenti della Polizia Locale. Tutto è nato da un insulto comparso sul display luminoso di una volante in servizio, uno di quei pannelli elettronici normalmente utilizzati per comunicare indicazioni di sicurezza e viabilità agli automobilisti. Questa volta, però, il messaggio era tutt’altro che istituzionale. Le immagini, riprese da alcuni cittadini e diffuse sui social, hanno fatto scoppiare un caso che in poche ore è diventato virale.

La bravata che ha acceso i social

La scena si è svolta in via Laurentina, una delle arterie più trafficate della Capitale. Alcuni automobilisti, fermi nel traffico, hanno notato qualcosa di decisamente insolito: sul lampeggiante della volante della Polizia Locale di Roma campeggiava un insulto scritto in dialetto, ben visibile e illuminato, impossibile da ignorare.

Quel display, pensato per segnalare incidenti, deviazioni o emergenze, era stato trasformato in uno strumento di scherno. Non è passato molto tempo prima che qualcuno tirasse fuori lo smartphone: le foto e i video hanno iniziato a circolare fino a rimbalzare sui principali siti di informazione.

Nel giro di poche ore, l’episodio ha superato i confini della semplice curiosità social, trasformandosi in un caso istituzionale. Anche perché non si trattava di un mezzo privato, ma di un’auto di servizio, simbolo dell’autorità pubblica e della sicurezza urbana.

Un errore che si è ripetuto da solo

Uno degli aspetti più paradossali della vicenda è emerso solo in un secondo momento. Il messaggio offensivo, infatti, non è apparso una sola volta. Dopo essere stato inserito nel sistema del pannello luminoso, è rimasto memorizzato e si è riattivato automaticamente nel turno successivo. Risultato: altri agenti, completamente ignari dell’accaduto, si sono ritrovati a pattugliare le strade con la stessa scritta accesa, scoprendo il problema dopo molto tempo.

Questo effetto domino ha amplificato la portata dell’episodio, rendendo evidente come una leggerezza iniziale possa trasformarsi rapidamente in un problema serio, soprattutto quando coinvolge strumenti e mezzi ufficiali.

Due giovani agenti al centro dell’indagine

Secondo quanto ricostruito, i responsabili sarebbero due agenti giovani. Il primo è un neo-assunto, vincitore dell’ultimo concorso di Roma Capitale e in servizio da pochi mesi. Il secondo proviene invece da un altro Comune ed è arrivato a Roma tramite mobilità.

Entrambi prestavano servizio nel IX Gruppo Eur e ora sono formalmente coinvolti nel procedimento disciplinare e giudiziario avviato dopo la scoperta dei fatti. Un dettaglio che pesa, soprattutto per il neo-assunto ancora nel periodo di prova, è l’inesperienza: un elemento che non attenua la responsabilità, ma che rende ancora più amaro l’epilogo di una vicenda nata, probabilmente, con intenti tutt’altro che distruttivi.

Le ripercussioni disciplinari e penali

Le conseguenze non si sono fatte attendere. Sul piano penale, la Procura ha aperto un fascicolo per oltraggio all’istituzione, un reato che tutela il prestigio e la credibilità delle Forze dell’ordine. Parallelamente, all’interno del Corpo, tutta la documentazione è stata trasmessa all’Ufficio Risorse Umane per l’avvio delle procedure disciplinari.

Le sanzioni ipotizzate sono tutt’altro che leggere. Per il neo-assunto, ancora in prova, il rischio concreto è la risoluzione del rapporto di lavoro. Anche per l’altro agente, però, si profilano provvedimenti severi, che potrebbero includere sospensione o trasferimento.

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