• 4 Febbraio 2026 22:02

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Allarme mobilità per le Olimpiadi Milano-Cortina, troppi i cantieri ancora aperti

Feb 4, 2026

Mancano poche ore all’inizio dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Un evento nato come una grande opportunità per il territorio ma che con il tempo si sta trasformando in un incubo di viabilità. Da venerdì 6 a domenica 22 febbraio l’Italia diventa protagonista su scala mondiale ma la stampa estera ha già iniziato a criticare delle Olimpiadi in mezzo ai cantieri.

Opere per la mobilità

Il tema dei collegamenti è sempre stato centrale nella programmazione delle Olimpiadi, in particolare quando queste avvengono sulla Neve. Delle tante opere previste la maggior parte infatti sono legate alla mobilità, per la precisione dei 98 interventi programmati 51 riguardano infrastrutture (stradali o ferroviarie), in modo da evitare problemi di traffico e affollamento. Questo invece sembrerebbe proprio essere ciò che aspetterà i primi giorni di Giochi visto che la gestione delle tempistiche si è rivelata più complessa del previsto.

Cantieri aperti

Il dato che oggi preoccupa maggiormente è quello relativo allo stato di avanzamento dei lavori. Al 2 febbraio risultano concluse 40 opere su 98. Un miglioramento rispetto a metà gennaio, quando solo una su sei era stata completata, ma ancora lontano da una situazione rassicurante a pochi giorni dall’apertura ufficiale dei Giochi.

Molti cantieri sono ancora attivi lungo assi strategici, con inevitabili ripercussioni sul traffico locale e sui flussi turistici. In alcune zone si procede con sensi unici alternati, deviazioni e limiti di velocità che, sommati alle vetture degli atleti, addetti ai lavori e spettatori, rischiano di creare colli di bottiglia difficili da gestire. Una criticità che stride con l’immagine di efficienza che l’Italia vorrebbe offrire al mondo.

Le opere incompiute

Il nodo più delicato riguarda però le opere che non saranno completate in tempo per le Olimpiadi. Diversi interventi considerati fondamentali per la connessione dei territori slitteranno addirittura oltre il 2030. Un paradosso se si pensa che i costi delle strutture sportive, nel frattempo, sono lievitati in modo significativo: da 204 milioni di euro iniziali a circa 945 milioni.

Un caso emblematico è quello del collegamento funiviario Apollonio–Socrepes, pensato per trasportare rapidamente visitatori e addetti ai lavori riducendo il traffico su gomma a Cortina. L’opera ha accumulato ritardi su ritardi: la fune è stata finalmente collegata, ma le cabine necessitano ancora di diverse settimane di test di sicurezza. Risultato? Durante i Giochi il servizio verrà sostituito da un sistema di navette, soluzione tampone che rischia però di congestionare ulteriormente la viabilità locale.

Si chiede la chiusura delle scuole

Per limitare l’impatto del traffico e compensare l’assenza della cabinovia, i responsabili logistici hanno chiesto una misura tanto drastica quanto indicativa della situazione: la chiusura delle scuole di Cortina dal 10 al 12 febbraio. Una decisione che ha fatto discutere, ma che testimonia quanto il tema della mobilità sia diventato critico a ridosso dell’evento.

L’obiettivo è ridurre il numero di spostamenti quotidiani, liberando spazio sulle strade per i mezzi di servizio, gli autobus dedicati e i flussi olimpici. Una scelta che, seppur temporanea, fotografa bene la difficoltà di far convivere la vita quotidiana di una località alpina con un evento di portata globale in presenza di infrastrutture incomplete.

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