Il concetto di “compromesso ecologico” lascia ormai il tempo che trova. Con le Continental GT S e GT Convertible S 2026, Bentley riprende il filo interrotto del passato ed esalta l’elettrificazione, che se usata per la performance pura può superare persino il mito del dodici cilindri. Le nuove arrivate si ispirano alla filosofia estrema delle storiche versioni Supersports, ma le rivisitano in chiave moderna, punto d’incontro tra lusso artigianale e tecnologia dinamica. Per la prima volta, l’ibrido brucia nelle prestazioni l’iconico motore W12 e apre a un’era tutta da vivere.
Un omaggio alla dinastia “Supersports”
Per capire l’anima della nuova gamma “S”, bisogna guardare indietro. Il nome Supersports in Bentley è sempre stato sinonimo di rottura degli schemi: auto che mantenevano l’eleganza di una GT, con una cattiveria meccanica da supercar. Le Continental GT S e GTC S attingono a piene mani da quel mantra “driver-centric”, spianando la strada alle future produzioni della Casa e degli altri marchi tradizionali nel segmento premium.
Mentre la linea Azure si concentra ossessivamente sull’isolamento acustico e sul benessere ovattato da tipico salotto inglese, le serie S appena presentate utilizzano l’elettrificazione alla stregua di un turbocompressore invisibile. La classica fluidità dei motori termici di un tempo cede il passo a una spinta green, che garantisce una prontezza d’azione mai vista prima nella famiglia delle Granturismo. E i prezzi di listino? Ancora tutto tace, ma con ogni probabilità supereranno di gran carriera i 257.000 richiesti per la Continental GT base.
La rivoluzione sotto il cofano: High Performance Hybrid
Il sistema High Performance Hybrid lascia ai numeri il compito di convincere gli inguaribili nostalgici. I 680 CV di potenza e i 930 Nm di coppia motrice ridefiniscono le capacità delle Continental GT S e GTC S, staccando di 130 CV la serie precedente. A supporto diretto dei turbocompressori, la componente garantisce un’adeguata spinta per bruciare lo 0-100 km/h in 3,5 secondi e raggiungere una velocità di punta di 305 km/h. In modalità completamente a zero emissioni, l’auto copre fino a 80 km: abbastanza per divincolarsi nei centri urbani senza la famigerata “ansia da ricarica”.
Le velleità sportive riemergono non appena il V8 da 4,0 litri sprigiona, tramite lo scarico dedicato, le frequenze tipiche del manovellismo a croce. In totale sintonia con un telaio che mutua le tecnologia della Speed, il pacchetto meccanico conferisce alla gamma S una decisa iniezione di carattere e reattività.
Ufficio Stampa BentleyLe Bentley Continental GT S e GTC S rimettono il pilota al centro
Tra i principali vantaggi competitivi delle nuove S è d’obbligo evidenziare il Bentley Performance Active Chassis, fino a questo punto quasi esclusivamente appannaggio delle versioni Speed o Mulliner. Portarlo qui significa elevare drasticamente l’asticella della dinamica di guida, sulla base di quattro pilastri fondamentali.
Il sistema anti-rollio attivo Bentley Dynamic Ride (48V) ricorre a unità elettriche sulle barre stabilizzatrici per contrastare le forze laterali in curva, affinché l’auto rimanga piatta nei cambi di direzione, e aumenti la precisioni dello sterzo. Tanto nelle manovre strette quanto nelle curve veloci, il grip si mantiene su valori eccellenti, complice l’All-Wheel Steering, lo sterzo integrale in grado di ridurre virtualmente o allungare il passo del veicolo a seconda delle circostanze.
Al debutto sulle S, il differenziale elettronico posteriore a slittamento limitato (eLSD e Torque Vectoring) agisce insieme al controllo della coppia tra gli assi per scaricare a terra i cavalli vapore con la massima efficienza, e permettere, in simultanea, una gestione della traiettoria millimetrica. Non meno importante, l’ESC di nuova generazione: favorisce un “dialogo” più aperto con il pilota. In modalità Dynamic, la vettura accetta angoli di imbardata più generosi, ed è così che il posteriore riesce a muoversi sufficientemente per chiudere la curva col gas, sotto la vigile protezione dell’elettronica.
L’estetica della potenza
Esteticamente, le Continental GT S e GTC S non cercano di nascondere le proprie intenzioni. La scelta cromatica dominante è il nero: dalle cornici dei finestrini ai terminali di scarico, fino alla griglia a matrice del radiatore, la Blackline Specification sostituisce le cromature esterne con dettagli in nero lucido.
Rispetto alle proposte d’ingresso, cambiano i gruppi ottici. All’anteriore i fari Full LED Matrix presentano una finitura scura (“dark tint”), un tocco stilistico finora esclusivo della GT Speed, al posteriore le luci brunite e i doppi scarichi ellittici neri sottolineano l’assetto piantato a terra della S. Di serie vengono equipaggiati cerchi da 22 pollici a dieci razze “swept-spoke” disponibili in diverse finiture, tra cui una spettacolare versione in nero lucido con superfici lavorate a specchio.
Ufficio Stampa BentleySulle Bentley Continental GT S e GTC S, l’ibrido lavora come un turbocompressore invisibile
Le Continental GT S e GTC S adottano un’architettura tecnica finora prerogativa della versione Speed. I Il sistema sfrutta ammortizzatori a doppia valvola per regolare in modo indipendente i flussi di compressione ed estensione, ottenendo una calibrazione millimetrica della risposta. Ne deriva un assorbimento fluido delle asperità nei sentieri accidentati.
Il controllo del rollio passa attraverso soluzioni avanzate già applicate altrove. Motori elettrici intervengono sulle barre stabilizzatrici applicando fino a 1.300 Nm di coppia contrastante in meno di un secondo. L’auto resta piatta in curva, ma appena si torna in rettilineo il sistema “molla” la presa per non scuotere l’abitacolo sulle buche. Dietro, le ruote girano in controfase nello stretto per dare agilità, mentre nei curvoni veloci seguono l’anteriore per stabilizzare la traiettoria: il pacchetto che trasforma la massa della Continental in reattività allo stato puro.
Abitacolo: materiali e funzione
Dentro le S il lusso lascia spazio a materiali tecnici. La pelle classica viene sostituita in molti punti dalla Dinamica, una microfibra che garantisce molto più grip su volante e cambio, fondamentale quando si gestiscono i 930 Nm di coppia del powertrain ibrido.
I sedili riprendono le cuciture scanalate d’epoca, con imbottiture laterali accentuate per bloccare il conducente ed evitare scivolamenti durante le forti accelerazioni trasversali consentite dal nuovo telaio. Le finiture abbandonano i legni chiari per il Piano Black o il carbonio lucido ed è interessante la scelta del Dark Tint Chrome per le parti metalliche, in quanto elimina i riflessi, potenziale elemento di distrazione durante la guida impegnata. Tutto l’ambiente è scuro, focalizzato sul pilota. E non poteva essere altrimenti.