AGI – “Viviamo una situazione lavorativa di forte stress. Non ho ragionato. Ho sbagliato e pagherò”. E’ lo sfogo di Salvatore Russotto, l’autista dell’autobus in Cadore che ha lasciato a piedi un bimbo di 11 anni perché in possesso del titolo di viaggio sbagliato, costringendolo a camminare per 6 km nella neve fino a casa. L’uomo, sospeso dalla ditta di trasporti, ha deciso di parlare al Gazzettino dopo la bufera mediatica che lo ha travolto, ma – precisa – “non voglio giustificarmi”.
Il fatto
La vicenda è avvenuta martedì scorso a Vodo di Cadore. Il bambino, che doveva tornare a casa da scuola è stato fatto scendere dall’autobus perché sprovvisto di biglietto olimpico da 10 euro (aveva un carnet di titoli di viaggio da 2,5 euro). “Il bambino è salito e voleva timbrare un ticket da 2,50 euro. Gli ho detto che quello non era valido, che doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto”, ha spiegato l’autista 61enne.
Nulla di grave se il passeggero in questione non fosse un minorenne. “Si, non voglio giustificarmi. Mi assumo la responsabilità e pagherò quello che ci sarà da pagare. Però è anche vero che le disposizioni dell’azienda erano di invitare a scendere coloro che non avevano il biglietto e nessuno mi ha mai parlato di obblighi di custodia per i minorenni”.
“Turni massacranti e nessuna formazione”
“Non fanno formazione, di nessun genere. Io vengo dal trasporto merci – era camionista – sono due anni che faccio l’autista di mezzi per persone. Ci hanno fatto vedere il percorso, indicato le fermate e stop”. Russotto ha spiegato che lui e i suoi colleghi vivono “una situazione lavorativa di forte stress”. Pesano soprattutto i “turni massacranti”, ma anche il resto: “Dobbiamo pagarci le divise, nessuna formazione e siamo bersaglio di insulti e aggressioni”.
“Ho commesso un errore grave. Pagherò”
Ma la storia del piccolo Riccardo è un’altra questione: “Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve. Non voglio giustificarmi ma c’è altro dietro questa situazione”. E ancora: “Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia”.
La mamma del piccolo: “Allucinante”
“È arrivato a casa scioccato e infreddolito dopo 6 km al gelo. Ci ha messo un’ora, aveva due zaini, nevicava ed era già buio. È una cosa allucinante”, aveva commentato poche ore fa la mamma del piccolo, Sole Vataro. “L’autista dice che non ricorda l’episodio. È chiaramente una strategia. Detto questo: non vi sembra assurdo che anche gli studenti, i lavoratori, chi vive in montagna e già sopporta molte difficoltà debba pagare 10 euro?”.