• 30 Gennaio 2026 10:09

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Elon Musk stacca la spina a due modelli di Tesla

Gen 30, 2026

Tesla sta per voltare pagina in modo radicale. A partire dal prossimo trimestre, lo stabilimento di Fremont, in California, smetterà di produrre le Model S e Model X per fare spazio a un progetto che Elon Musk considera il futuro dell’azienda: Optimus, il robot umanoide su cui la Casa americana punta per ridefinire la mobilità, il lavoro e, in ultima analisi, l’economia stessa.

La fine di un’era

L’annuncio, riportato anche da Autonews.com, segna la fine di un’era. La Model S, lanciata nel 2012, non è stata soltanto la prima berlina elettrica di grande serie in grado di competere con le auto premium tradizionali, ma è diventata il simbolo di un sogno possibile: quello di un’auto elettrica con autonomia reale, prestazioni mozzafiato e design avvincente. La Model X, invece, arrivata tre anni dopo con le sue portiere “falcon wing” e un listino da vero lusso alla spina, ha portato il brand americano nei salotti dei SUV premium, mostrando che la tecnologia a elettroni poteva avere stile e praticità insieme.

Eppure, il tempo passa per tutti. I volumi delle due linee sono calati drasticamente. Nel 2025, insieme al Cybertruck, le vendite di Model S e X sono scese del 40%, fermandosi a poco più di 50.000 unità complessive. Una flessione inevitabile, ma che Tesla ha deciso di trasformare in opportunità. Per Musk, la scelta non è una resa, ma un passo coerente con la nuova identità dell’azienda: Tesla non è più soltanto un costruttore di auto, ma un attore centrale nel mondo dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico.

Cosa aspettarsi dal futuro

Il futuro secondo Musk è chiaro: veicoli completamente autonomi, servizi di robotaxi e, soprattutto, robot umanoidi capaci di muoversi e lavorare come esseri umani. “È il momento di concludere con onore i programmi Model S e X”, ha spiegato Musk, ribadendo che la prossima rivoluzione industriale si giocherà sull’autonomia e sulla capacità delle macchine di agire indipendentemente.

Lo spazio liberato a Fremont non resterà vuoto a lungo. Qui sorgerà la fabbrica destinata a Optimus, con un traguardo ambizioso: produrre, nel lungo periodo, un milione di robot all’anno. La produzione su larga scala non partirà prima della fine dell’anno, ma la visione è già chiara. Secondo Musk, questi robot non saranno semplici strumenti: contribuiranno a creare un’economia in cui gran parte della ricchezza sarà generata da macchine autonome, trasformando radicalmente il concetto di lavoro e produzione industriale.

Altri progetti ambiziosi

Parallelamente, Tesla prosegue lo sviluppo dei robotaxi. Dopo il lancio di un servizio pilota ad Austin, in Texas, l’azienda prevede di espanderlo rapidamente in altre città americane. Nello stesso stato, sono in fase di installazione le linee per il Cybercab, un veicolo progettato esclusivamente per la guida autonoma, privo di comandi tradizionali, pensato per dimostrare che l’auto come la conosciamo potrebbe diventare un oggetto del passato.

Tutto questo avviene in un contesto finanziario complesso. Nel quarto trimestre Tesla ha registrato ricavi in calo del 3% e un utile netto sceso del 61%, accompagnato da una diminuzione delle consegne globali di veicoli. Nonostante la congiuntura sfavorevole, l’azienda conferma un aumento degli investimenti, incluso un impegno di 2 miliardi di dollari nella società di intelligenza artificiale xAI, rafforzando la propria posizione nel campo dell’innovazione tecnologica.

Tesla non è sola nella corsa ai robot umanoidi. Altri costruttori e aziende tecnologiche stanno esplorando applicazioni industriali simili, con macchine capaci di lavorare in compiti ripetitivi, ma su scala enorme. Per Musk, però, la vera sfida sarà combinare l’autonomia delle macchine con la loro capacità di operare nel mondo reale, aprendo la strada a una trasformazione che, secondo lui, segnerà la prossima grande rivoluzione industriale.

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