• 28 Gennaio 2026 18:18

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Accordo UE-India, la svolta storica per il mondo dell’auto

Gen 28, 2026

La firma di Ursula von der Leyen e del primo ministro indiano Narendra Modi sull’intesa di libero scambio segna un passaggio storico per l’industria automobilistica. Con un nodo fondamentale che riguarda i dazi delle auto importate, l’India apre alle aziende europee il terzo mercato globale. Un modo per le due potenze globali di rispondere ai dazi di Trump, aprendo a nuove strade di cooperazioni e guadagno reciproco. Per il mondo dell’auto è a tutti gli effetti una svolta storica.

I numeri dell’accordo

I dettagli dell’accordo parlano di una riduzione drastica dei dazi di importazione sulle automobili importate in India dall’Europa. Il tagli è immediato e dal 110% attuale scende al 35%, un primo step che porterà progressivamente a raggiungere il 10% nel corso di cinque anni. 

I dazi per pezzi di ricambio invece verranno portati addirittura a zero in un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni, andando a impattare così non solo per chi esporta auto complete, ma nella filiera dell’auto a 360 gradi, favorendo cosi anche i produttori di componenti presenti in Italia.

Se gli accordi lato India sono stati comunicati, dalla parte europea i dettagli ancora non sono stati resi noti. La Commissione Europea presenterà la proposta formale al Consiglio, che dovrà procedere con la firma definitiva e la conclusione dell’iter. Ma il segnale politico ed economico è già chiaro: l’India non è più un mercato proibitivo per l’auto europea.

Il terzo mercato mondiale

L’India ha numeri di vendite incredibili rispetto all’Europa. Vista la popolazione numerosa i dati segnano circa 4,4 milioni di auto vendute ogni anno, posizionando il paese come il terzo mercato automobilisti globale. Una potenziale miniera d’oro per la filiera europea fino ad ora chiusa da dazi elevatissimi che rendevano l’offerta non concorrenziale.

Infatti i brand europei al momento rappresentano meno del 4% delle vendite totali in India, numeri che invece premiano i produttori locali come Mahindra e Tata, affiancati da Suzuki, che insieme controllano circa due terzi del mercato. Un equilibrio che ora potrebbe cambiare, soprattutto se i marchi europei riusciranno a proporre modelli competitivi non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello dei prezzi.

Per gruppi come Stellantis, Renault e Volkswagen, l’accordo apre prospettive fino a ieri impensabili. L’India non è solo un mercato enorme, ma anche giovane e in forte evoluzione, con una classe media in crescita e una domanda sempre più attenta a sicurezza, qualità e contenuti tecnologici.

Le parole di Ursula von der Leyen

A sottolineare la portata dell’intesa ci ha pensato direttamente Ursula von der Leyen. Al suo arrivo a New Delhi, la presidente della Commissione Europea ha spiegato come “l’importanza economica dell’accordo di libero scambio non possa essere sottovalutata”. Secondo von der Leyen, l’Unione Europea otterrà “il massimo livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano, tradizionalmente protetto”.

Un passaggio chiave riguarda il vantaggio competitivo che l’Europa potrà ottenere in settori strategici, non solo industriali ma anche agricoli. Per l’auto, questo significa finalmente giocare ad armi più pari, in un contesto dove fino a ieri il prezzo finale di una vettura importata risultava fuori scala rispetto alla concorrenza locale.

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