• 28 Gennaio 2026 10:33

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Alfa Romeo 33 Stradale avvistata a Milano, dove tutto è cominciato

Gen 28, 2026

A Milano, in un pomeriggio come tanti, un’auto ha cambiato la giornata dei presenti. Segni particolari? Non era né una citycar né tantomeno un SUV, bensì un’Alfa Romeo 33 Stradale, fuoriuscita dal guscio protettivo di un garage internazionale per qualche scatto fotografico o un servizio video, nella città che le ha dato i natali. Il “pubblico” potrà raccontare di averla vista di persona, rimanendo probabilmente folgorato dalle linee di un’icona destinata a essere custodita in un luogo appartato, lontano da occhi indiscreti, pronta per essere sfoggiata in occasioni speciali.

Oltre a rievocare il modello di fine anni Sessanta, il nome “spoilera” il numero di esemplari prodotti fino al 2027, con un ritmo lento e metodico appartenente a un’epoca lontana, rimpianta dai puristi del luxury. Per una volta la Casa del Biscione ha deciso di fare le cose in grande, attraverso un lavoro sartoriale nato nel 2022 sulla meccanica della Maserati MC20, anche se il “vestito” cucitole addosso dalla Carrozzeria Touring Superleggera si discosta dalla gemella meccanica. Nelle fasi preliminari i responsabili del progetto avevano immaginato una variante elettrica, ma alla fine hanno preferito dare ascolto alle richieste di appassionati e (facoltosi) futuri proprietari.

Il programma “Bottega” e il richiamo al passato

Nel solco di un passato mai dimenticato, la nuova 33 Stradale vuole riportare sull’asfalto la stessa filosofia del 1967 predicata dal designer Franco Scaglione. Per gestire un carico di lavoro così delicato, Alfa Romeo ha rispolverato il concetto di Bottega: un dipartimento dedicato esclusivamente alle serie limitate e ai progetti “few-off”.

All’interno della Bottega il rapporto con il cliente passa dalla semplice vendita a una stretta collaborazione. Si va ben oltre la scelta della pelle o delle cuciture: si interviene su dettagli che rendono la macchina un oggetto personale, quasi un’estensione dei desideri del collezionista. Alla fine, ciascuna delle unità possiede un’identità specifica impossibile da ritrovare nelle 32 opere rimanenti, il ritorno al “su misura” con cui lo stile italiano ha conquistato il successo nel mondo.

Non solo bella da guardare

Spesso nel trattare supercar di tale valore si commette l’errore di considerarle esclusivamente come investimenti finanziari o sculture da esposizione. In contraddizione con questo pensiero radicato, l’Alfa Romeo 33 Stradale riserva il meglio di sé alla guida. Lo confermano tutti coloro che hanno avuto la fortuna di provarla sul circuito di Balocco, dove hanno provato sensazioni che gli oltre 620 CV sprigionati dalla versione termica non riescono a spiegare fino in fondo.

Non importa quanto rara e costosa sia: una vettura è sempre chiamata alla prova del nove, in azione su strade aperte al pubblico o su piste sviluppate per i modelli ad alte performance. La discesa della 33 Stradale tra i palazzi e i semafori di Milano ha regalato per qualche istante l’illusione che la bellezza assoluta possa far parte del quotidiano. Forse non ne vedrete mai un’altra parcheggiata davanti a un bar, ma sapere che sono là fuori, pronte a far toccare il massimo piacere al volante e non solo a brillare sotto un riflettore, rende la rinascita ancora più significativa per gli amanti dei motori.

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