• 27 Gennaio 2026 23:33

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Non si ferma la frana a Niscemi, 1500 sfollati (video)

Gen 27, 2026

AGI –  A Niscemi la situazione “è particolarmente critica. L’intera collina sta scivolando verso la Piana di Gela“. È il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, nel corso del suo sopralluogo nel paese del Nisseno sconvolto da una imponente frana, a descrivere la gravità della situazione.

A Niscemi 1500 sfollati 

In 1.500 sono stati evacuati dalla zona rossa e tanti di loro le case non le rivedranno più. “Ci sono delle abitazioni – ha spiegato – prospicienti sul coronamento della frana che ovviamente non potranno più essere utilizzate; quindi è necessario ragionare insieme al sindaco di una delocalizzazione definitiva di queste famiglie. C’è ovviamente una fascia di sicurezza che deve essere analizzata”.

Ciciliano, la frana è ancora attiva 

Un dato è certo per Ciciliano: “La frana è ancora attiva. La situazione è molto, molto complicata. È chiaro che se una casa è sul ciglio della frana, non potrà essere abitata. Neanche quella che sembra integra”.

Una terra già ferita dal ciclone Harry 

Ciciliano è arrivato in una Sicilia già prostrata dal ciclone Harry. Dopo un sopralluogo in elicottero, ha preso parte a un vertice operativo con il presidente della Regione, Renato Schifani, e gli amministratori.

Il vertice operativo con Schifani 

Il governatore ha assicurato “un programma di ricollocazione delle famiglie rimaste senza casa, alcune in alloggi già esistenti, altre in immobili di nuova edilizia”. Mentre il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, dalla Conferenza dei capigruppo ha incassato l’intesa tra le forze politiche, e di concerto con il governo, per cambiare l’ordine del giorno dei lavori “per occuparsi esclusivamente delle prime risorse finalizzate agli aiuti” per i danni legati alla frana e al ciclone.

La rabbia dei cittadini 

Ma non basta a neutralizzare la paura e la rabbia della gente che dopo la riunione in municipio ha manifestato amarezza e sfiducia, oltre che insofferenza per “questa nuova passerella”: “Vergogna“, hanno gridato alcuni residenti.

“Cosa è stato fatto in questi 30 anni?”, hanno chiesto in molti, considerato un precedente: il 12 ottobre 1997 una frana ha interessato la parte meridionale del centro abitato, causando gravi danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Oggi il fronte di frana si estende per circa 4 chilometri e coinvolge direttamente le abitazioni prospicienti la scarpata, determinando una zona rossa al momento di 150 metri.

“Dobbiamo stare sempre con le valigie pronte? Dove andremo a dormire?”, è l’interrogativo drammatico di tanti. “Non sappiamo dove ci ritroveremo da un momento all’altro”. In molti hanno reclamato sicurezza: “Questa è una tragedia annunciata perché Niscemi è su una zona a rischio. Abbiamo bisogno di aiuti immediati, non di passerelle”.

I rischi per l’ordine pubblico 

La tensione è palpabile. Sul posto si è recato il procuratore di Gela, Salvatore Vella, che ha chiaro il clima che si respira: “Si potrebbero verificare problemi di ordine pubblico. Questo è un momento di preoccupazione. La zona da monitorare è molto grande e le forze attualmente sono esigue. Servono più uomini per vigilare sulla zona rossa. Abbiamo fatto un sopralluogo per comprendere l’attività di monitoraggio, per verificare i rischi di sciacallaggio e se i varchi sono ben monitorati”, ha detto il magistrato, aggiungendo: “Attualmente non c’è alcun procedimento penale aperto perché non ravvisiamo al momento nessuna ipotesi di reato”.

La visita di Elly Schlein 

A Niscemi arriva anche la leader del Pd, Elly Schlein: “C’è grande apprensione, ci sono 1.500 sfollati, bisogna mettere in sicurezza le persone e il territorio e il più presto possibile dare loro una prospettiva chiara”.

Poi la corsa a Riposto, nel Catanese, parte dell’Isola devastata dal ciclone, per ribadire che quei 100 milioni stanziati dal Cdm per Sicilia, Sardegna e Calabria “sono insufficienti a fronte di una stima di danni per 2 miliardi“, uno dei quali potrebbe essere reperito, propone, dirottandolo dal tesoretto legato al ponte dello Stretto “fermato dai rilievi della Corte dei conti“. Sottolinea la necessità di sospendere i tributi e di mettere mano a “un grande piano di prevenzione” del dissesto idrogeologico. Di sicuro, scandisce, rilanciando una delusione generalizzata, “questa non è una emergenza di serie B“.

 

 

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