• 25 Gennaio 2026 6:18

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

La Fed tiene fermi i tassi. Ipotesi Rieder per la presidenza

Gen 25, 2026

AGI – La Fed mercoledì manterrà i tassi invariati e dovrebbe lasciarli così per tutto il trimestre, fino a marzo, e probabilmente fino alla fine del mandato del presidente Jerome Powell, che se ne andrà il 26 maggio, il che significa che se ne riparlerà alla riunione del 16-17 giugno, o a quella del 28-29 luglio. Lo rivela Reuters, secondo cui si tratta di bel un cambiamento rispetto al mese scorso, quando la maggior parte degli operatori si aspettava un taglio entro marzo.

Tuttavia l’attenzione dei mercati ora è tutta concentrata sul nome del futuro presidente. Secondo il segretario al Tesoro, Scott Bessent, Donald Trump potrebbe decidere chi sarà il sostituto di Powell già la prossima settimana. E questo annuncio, commentano gli analisti, “oscurerebbe qualsiasi cosa Powell dovesse dire mercoledì”. Tuttavia non è facile capire chi sarà il prescelto. Rick Rieder, dirigente di BlackRock, secondo il Financial Times sta emergendo come uno dei principali candidati alla presidenza della Federal Reserve.

Le sue quote sul sito di previsioni Polymarket sono aumentate dal 6% di inizio settimana al 47% di venerdì, ma in realtà Rieder è sempre stato considerato un outsider, un esterno, un banchiere di BlackRock, dove gestisce portafogli obbligazionari per migliaia di miliardi di dollari. Trump lo ha lodato pubblicamente a Davos, poiché Rieder porta una visione fortemente orientata ai mercati, condivide l’opinione del presidente Usa secondo cui i funzionari della Fed stanno sopravvalutando i pericoli dell’inflazione e sostiene che l’intelligenza artificiale avrà un impatto strutturalmente disinflazionistico e che la Fed non dovrà irrigidire troppo la politica monetaria a scapito dell’occupazione.

Il profilo degli altri candidati

Il nome di Rieder era in fondo alla lista dei ‘papabili’, ma si è fatto largo dopo che Kevin Hassent, il favorito capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, quello che tutti gli osservatori consideravano il più vicino a Trump, si è tirato fuori. L’altro Kevin, l’ex consigliere della Fed ed ex banchiere di Morgan Stanley Kevin Warsh era finora in pole position, ma le sue probabilità su Polymarket sono scese venerdì dal 64% di inizio settimana al 35%. Il motivo? Warsh gode di una buona reputazione a Wall Street, ma è considerato un ‘falco’ in politica monetaria e non è esattamente il preferito di Trump, perché più ‘tirchio’ di Hassent sui tagli dei tassi. Anzi da questo punto di vista è più simile a Powell e sicuramente esordirebbe con qualche taglio, ma poi tenderebbe a farne pochi.

Le resistenze interne e le speculazioni

In fondo alla lista c’è poi Christopher Waller, un governatore della banca centrale e membro del board della Fed, apprezzato dagli amministratori delegati e dagli operatori finanziari per la sua competenza tecnica. Di recente, ha sostenuto la necessità di ridurre i tassi di interesse senza apparire politicamente allineato alla Casa Bianca e quindi è quello che istituzionalmente garantirebbe di più l’indipendenza della banca centrale, il che agli occhi di Trump non rappresenta un punto a favore. Insomma, questo spiega perché al momento Rieder appare in vantaggio sugli altri candidati, anche se, come ha affermato il portavoce della Casa Bianca Kush Desai: “Finché il presidente Trump non farà un annuncio, qualsiasi informazione sul processo di nomina del presidente della Federal Reserve è una speculazione inutile”. Inoltre, come afferma Bernard Yaros, economista statunitense di Oxford Economics, “dentro la Fed ci saranno più resistenze che mai sulla scelta del prossimo presidente, soprattutto a causa dell’indagine penale su Powell. E non mi aspetto che il presidente riuscirà alla fine a riempire il board dell’istituto di gente che taglierà i tassi”.

Le prospettive sui tassi della Federal Reserve

Tornando alla riunione di mercoledì, va detto che nella Fed c’è molta divisione non solo sui tassi ma anche sul ruolo dell’istituto e sulle priorità di politica monetaria, anche se al momento le aspettative di una crescita sostenuta dell’economia statunitense sconsigliano tagli a breve termine, anche perché l’inflazione resterà sopra l’obiettivo Fed del 2%. In ogni modo, la maggior parte degli economisti prevede comunque almeno due tagli entro la fine dell’anno e nessuno nei prossimi giorni, mentre il 58% non si aspetta alcuna variazione questo trimestre. “In realtà – afferma Jeremy Schwartz, economista senior di Nomura – pensiamo che la Federal Reserve rimarrà in attesa per il resto del mandato di Powell, fino a maggio, e che la nuova leadership introdurrà 50 punti di tagli più avanti nel corso dell’anno”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close