• 24 Gennaio 2026 7:01

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Pensioni, ipotesi di 3 mesi di lavoro in più dal 2029

Gen 24, 2026

AGI – Dal 2029 potrebbero essere necessari 3 mesi in più per andare in pensione, che sommati ai 3 che si aggiungeranno tra 2027 e 2028 in base all’adeguamento periodico dell’aspettativa di vita porterebbero l’età di uscita dal lavoro a 67 anni e 6 mesi. Le stime contenute nelle tabelle della Nota di aggiornamento (Rapporto 26) delle ‘Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario’ elaborate a dicembre 2025 dalla Ragioneria Generale dello Stato riaprono il dibattito sulle pensioni.

L’ultima legge di bilancio ha sterilizzato l’aumento di un mese dell’età pensionabile già da quest’anno, che scatterà dal 2027, mentre dal 2028 si aggiungeranno altri due mesi portando la soglia di uscita a 67 anni e 3 mesi.

Stretta su prepensionamenti e TFR

Contestualmente, la manovra ha introdotto anche una stretta su alcune forme di prepensionamento: niente rinnovo per Opzione Donna e Quota 103, criteri più selettivi per lavoratori precoci e nuove norme su alcune categorie di impieghi usuranti. Cambia anche il meccanismo di destinazione del TFR per i neoassunti nelle imprese sopra i 50 dipendenti: andrà automaticamente ai fondi complementari a meno di diversa indicazione entro 60 giorni.

Dettagli sull’adeguamento 2029

Ora il testo della Nota di aggiornamento specifica che nell’adeguamento decorrente dal 1 gennaio 2029 – sulla base delle previsioni demografiche Istat (base 2024) – la variazione della media della speranza di vita a 65 anni del biennio 2026-2025 rispetto al biennio 2024-2023 fornisce il valore di +3 mesi. Ma chiarisce che “gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall’Istat a consuntivo”.

Contesto demografico e sostenibilità

L’Italia invecchia e cerca soluzioni per la sostenibilità del suo sistema pensionistico. Nel 2024 – stima l’Inps – l’età media di pensionamento in Italia è aumentata a 64,8 anni rispetto ai 64,2 registrati nel 2023. Negli ultimi anni si sono susseguiti diversi interventi normativi in materia di pensioni, anticipo, TFR. L’ultima riforma organica del settore, però, risale alla legge Fornero, datata 2011, uno dei provvedimenti più caratterizzanti del governo tecnico allora guidato da Mario Monti.

Dibattito politico e inverno demografico

Da una parte ci sono i desiderata delle forze politiche, con i partiti di maggioranza che, a partire da Lega ed FdI, chiedono di superare la legge Fornero. Dall’altra parte c’è l’inverno demografico che caratterizza il Paese: un’età media di 46,8 anni e un quarto della popolazione sopra i 65 anni, tra i tassi di anzianità più elevati al mondo. L’Italia segna un declino dei nuovi nati, con il tasso di natalità in calo che si attesta attorno al 3,4 per mille. “Nel corso del 2026, se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici come sono andate fino a oggi, cercheremo di ridurre anche quel mese in più che partirebbe dal 2027”, ha spiegato a fine dicembre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Le richieste dei sindacati

I sindacati chiedono al governo di intervenire. La Cisl, tramite la segretaria Daniela Fumarola, propone che si apra “un tavolo di confronto che serva ad affrontare tutte le questioni che riguardano il sistema previdenziale. Penso alla necessità di una pensione di garanzia per giovani e donne”. Poi la leader sindacale aggiunge: “Penso alla necessità di immaginare flessibilità in uscita che possano mettere lavoratori e lavoratrici, soprattutto i più esposti, nella condizione di decidere quando uscire”. La Cgil incalza l’esecutivo: “Altro che blocco dell’aumento dell’età pensionabile, i fatti dimostrano esattamente il contrario. L’adeguamento automatico alla speranza di vita resta pienamente in vigore e continua a colpire lavoratrici e lavoratori”. La segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione evidenzia che “dal 2029 l’aumento sarà addirittura di sei mesi. Un incremento che porterà il requisito per la pensione di vecchiaia a 67 anni e 6 mesi e quello per la pensione anticipata a 43 anni e 4 mesi, un anno in meno per le donne”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close