È una Renault Clio tutta nuova, e lo si capisce subito. Cambia nel design, si aggiorna profondamente nella tecnologia di bordo e fa un deciso passo avanti nei sistemi di sicurezza, ma non rinnega ciò che l’ha resa un riferimento europeo: una piattaforma moderna, avanzata e incredibilmente versatile. La sesta generazione della Renault Clio riparte infatti dalla CMF-B, la stessa architettura di Clio V, ma lo fa con un lavoro di affinamento così profondo da trasformare la continuità tecnica in un manifesto di maturità ingegneristica.
Una base di successo
Perché la CMF-B non è una base qualunque. È la spina dorsale dell’attuale compatta di Renault, pensata fin dall’inizio per accogliere powertrain differenti, per contenere i pesi e per garantire un equilibrio raffinato tra comfort e dinamica. Con Clio VI, questa piattaforma viene evoluta, non semplicemente riproposta. Il passo cresce leggermente, arrivando a 2,591 metri, ma è soprattutto sulle carreggiate che i tecnici di Boulogne-Billancourt hanno deciso di intervenire con decisione: +39 mm all’anteriore, ora identico a quello di Captur, e +10 mm al posteriore. Tradotto: maggiore impronta a terra e una gestione del rollio più efficace, senza snaturare il carattere da utilitaria agile e intuitiva.
Un lavoro che si riflette anche nella scelta delle ruote. Il diametro massimo passa da 17 a 18 pollici, una misura che parla il linguaggio della modernità e dell’immagine, ma con un accorgimento chiave: l’altezza dei fianchi resta invariata. È una decisione tutt’altro che scontata, presa per preservare il comfort, uno dei pilastri storici di Clio. Ancora una volta, forma e sostanza procedono insieme.
Il punto di riferimento dichiarato dai tecnici Renault è chiaro: replicare il livello di comfort e dinamicità di Clio V, che era diventata il benchmark del segmento B. Un obiettivo ambizioso, se si considera che la nuova generazione cresce leggermente di peso: da 4 a 49 kg in più a seconda delle versioni (Eco-G esclusa). Un incremento però tenuto sotto controllo, anche grazie all’adozione di pneumatici a basso consumo, che contribuiscono a mantenere l’efficienza complessiva del progetto.
Il peso cambia
Non tutte le Clio VI, però, sono uguali sotto la pelle. Renault ha sviluppato due diverse tarature del telaio, calibrate in funzione del peso della vettura, che varia da 1.155 a 1.316 kg in base al gruppo motopropulsore. L’intervento ha riguardato la barra antirollio anteriore e la taratura degli ammortizzatori, sia anteriori sia posteriori. Il risultato? Totalmente invisibile per chi guida. Al volante, la sensazione resta coerente, naturale, senza che il conducente percepisca differenze tra i due assetti. È il segno di una messa a punto riuscita, quasi artigianale nella sua precisione.
Fondamentale, poi, il lavoro su aerodinamica e acustica, due ambiti sempre più centrali anche nel segmento delle compatte. In galleria del vento, Clio VI migliora sensibilmente il dato di penetrazione aerodinamica: il Cx scende da 0,32 a 0,30 rispetto alla generazione precedente, a parità di versione. Il merito è di un lavoro diffuso e intelligente che coinvolge retrovisori, fondo piatto, cerchi, spoiler e fari posteriori, oltre a una valvola mobile nella presa d’aria anteriore che regola l’afflusso in base alla velocità.
Ma la vera sorpresa è il silenzio. Il filtraggio di rumori e vibrazioni raggiunge livelli inediti per la categoria. I retrovisori riducono il fruscio aerodinamico, mentre i montanti anteriori ora integrano schiume isolanti, capaci di trasformare l’abitacolo in uno spazio ovattato, quasi da segmento superiore.