Brackley e Brixworth lavorano in silenzio da mesi, ma questa mattina la Mercedes ha alzato il primo velo sul proprio futuro. Con la pubblicazione delle immagini della Mercedes-AMG F1 W17, il team anglo-tedesco ha mostrato al mondo la propria interpretazione della F1 che verrà: quella del 2026, destinata a inaugurare una delle rivoluzioni tecniche più profonde nella storia dello sport. Non è una semplice monoposto, né un esercizio stilistico fine a se stesso. La W17 rappresenta l’ultimo passo di un percorso iniziato da tempo dentro le gallerie del vento, nei simulatori e nei reparti Power Unit. Un laboratorio mobile che anticipa una F1 radicalmente diversa: più piccola, più stretta, più leggera, dotata di aerodinamica attiva, con motori a ripartizione quasi paritaria tra elettrico e termico e alimentata da carburanti sostenibili avanzati sviluppati con Petronas.
Un assaggio di futuro che Mercedes ha deciso di accompagnare con una mossa strategica altrettanto significativa: una nuova partnership pluriennale con Microsoft, che porterà cloud e intelligenza artificiale al centro delle operazioni quotidiane del team, dalla fabbrica alla pista.
La F1 che cambia pelle
Il 2026 segnerà una frattura netta nella storia recente della F1. Telaio, Power Unit e carburanti verranno riscritti dalle nuove normative FIA, con l’obiettivo di aumentare elettrificazione ed efficienza, riducendo al contempo l’impatto ambientale. La risposta Mercedes si chiama W17. Una monoposto che, già dalle proporzioni, racconta un cambiamento epocale con volumi più compatti, carreggiate ridotte, superfici aerodinamiche completamente ripensate per lavorare in sinergia con ali mobili anteriori e posteriori, in grado di adattarsi alle diverse fasi di gara. Il cuore resta la Power Unit, ma profondamente trasformata. La produzione di energia elettrica arriverà a eguagliare quasi quella del motore termico, in un equilibrio mai visto prima in F1. Il tutto alimentato da carburanti sostenibili di nuova generazione, sviluppati insieme a Petronas, title partner storico della squadra.
Toto Wolff, Team Principal e CEO, lo ha spiegato chiaramente:
“La F1 subirà cambiamenti significativi nel 2026 e siamo pronti a questa transizione. I nuovi regolamenti richiedono innovazione e massima attenzione in ogni ambito delle prestazioni“.
Un messaggio che suona come dichiarazione d’intenti dopo stagioni in cui Mercedes ha dovuto inseguire McLaren, Red Bull e Ferrari nella nuova era a effetto suolo. Stavolta, a Brackley, non vogliono farsi trovare impreparati.
Una livrea che racconta identità e metamorfosi
A colpire, oltre alla tecnica, è l’impatto visivo della nuova monoposto. La W17 sfoggia una livrea che non passa inosservata e che sembra voler sintetizzare il presente e il futuro del marchio. Una linea di flusso verde attraversa la carrozzeria come una scia luminosa, enfatizzando velocità e precisione e accompagnando la transizione cromatica dall’argento storico Mercedes al nero profondo che caratterizza l’era moderna del team. Sulle fiancate compare il motivo a rombo ispirato a AMG, mentre sul cofano motore campeggia la classica stella a tre punte, quasi a ribadire che, nonostante le rivoluzioni tecniche, l’identità rimane salda. Non è solo estetica, nelle presentazioni moderne la livrea è comunicazione strategica, racconto di brand, dichiarazione di ambizioni. E la sensazione è che Mercedes voglia presentarsi al nuovo ciclo regolamentare come un costruttore rigenerato, pronto a riscrivere le gerarchie.
Dalla fabbrica alla pista: entra in scena Microsoft
La sorpresa della mattinata non riguarda soltanto la monoposto. Mercedes ha annunciato una partnership pluriennale con Microsoft, destinata a integrare le tecnologie cloud e di intelligenza artificiale aziendale nel cuore delle attività del team. In uno sport dove ogni millisecondo conta e le strategie si decidono su flussi di dati enormi, la F1 è il banco di prova estremo per qualsiasi infrastruttura digitale. Simulazioni, telemetria, sviluppo aerodinamico, gestione delle scorte, pianificazione dei weekend di gara: tutto passa dai server. Ha commentato Wolff:
“Siamo lieti di collaborare con Microsoft, uno dei leader tecnologici più importanti al mondo. Mettendo la tecnologia Microsoft al centro del nostro modo di operare, creeremo insight più rapidi, una collaborazione più intelligente e nuovi modi di lavorare mentre guardiamo alla prossima generazione della F1“.
Judson Althoff, CEO di Microsoft Commercial Business, ha ribadito il concetto: trasformare i dati in decisioni immediate, strategie più intelligenti e un vantaggio competitivo duraturo. Non è un salto nel vuoto. Mercedes e Microsoft collaborano da oltre trent’anni nel settore automotive, dalle fabbriche digitalizzate ai sistemi per i veicoli elettrici. La F1 diventa ora la vetrina più estrema di questo ecosistema tecnologico condiviso.
L’era dell’ingegnere-algoritmo
Il messaggio è chiaro, la F1 del futuro non si vincerà soltanto in pista, ma nei modelli predittivi, nei software di simulazione, nei sistemi che permettono di anticipare scenari e prendere decisioni in tempo reale. Mercedes vuole trasformare il proprio team in una struttura ancora più interconnessa, capace di reagire istantaneamente alle variabili di gara, alle condizioni meteo, alle strategie degli avversari. La W17, in questo senso, non è solo una monoposto, è il nodo centrale di una rete digitale globale che collega fabbrica, simulatori e muretto box.
Adidas veste la nuova era
Nel quadro di una Mercedes che guarda al futuro, c’è spazio anche per l’immagine e la cultura del team. Per il secondo anno consecutivo Adidas resta partner ufficiale, presentando una nuova collezione di abbigliamento destinata a piloti, ingegneri, meccanici e personale di pista. I capi riprendono i colori e i codici visivi del lancio della W17, fondendo estetica e funzionalità, con l’obiettivo di offrire performance elevate ma anche un’identità riconoscibile ai tifosi attraverso le collezioni dedicate. È un tassello che completa la strategia di un team sempre più brand globale, capace di unire tecnologia, stile e tradizione.
Un segnale al paddock
La presentazione della W17 non assegna punti iridati, ma lancia un messaggio forte al paddock. Mercedes vuole tornare a essere riferimento tecnico nella prossima era regolamentare. Dopo il dominio dell’epoca turbo-ibrida e le difficoltà recenti, la scuderia di Wolff si prepara a una nuova scommessa industriale e sportiva. Motori ripensati, carburanti sostenibili, aerodinamica attiva, intelligenza artificiale applicata al racing: la F1 che verrà passa da qui.
Il cronometro inizierà a parlare solo nel 2026. Ma oggi, tra rendering, livree futuristiche e alleanze tecnologiche, Mercedes ha iniziato a raccontare la propria prossima storia. Una storia fatta di silicio, elettroni, flussi d’aria e ambizione. E, come sempre in F1, chi comincia prima a progettare il futuro, spesso finisce per dominarlo.