• 22 Gennaio 2026 16:06

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Bonus mobili 2026: al 50% anche per le seconde case. Cosa cambia

Gen 22, 2026

AGI – Il Bonus mobili non si tocca: nel 2026 resta al 50% anche per le seconde case. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nell’aggiornamento della guida ufficiale. Il tetto massimo è di 5000 euro e riguarda l’acquisto di grandi mobili e di elettrodomestici. Il bonus è destinato a una specifica casa, ma è possibile richiedere un altro sussidio per un secondo immobile.

I numeri

La detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (ovvero il 50% di 5.000). Il rimborso avviene in 10 quote annuali all’interno della dichiarazione dei redditi.

I limiti del bonus

Il bonus però non è cumulabile con quello destinato agli elettrodomestici. Inoltre ha una validità temporale: i lavori di ristrutturazione della casa devono necessariamente essere stati avviati almeno dal primo gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Questo vuol dire che per le spese che verranno sostenute nel 2026, gli interventi edilizi devono essere partiti dal 2025.

A chi spetta

Il bonus si può richiedere a prescindere dalla residenza o dal titolo di possesso dell’immobile, a differenza di quanto accade per altri bonus edilizi. In altre parole si può richiedere il contributo anche per un appartamento dato in affitto, per la casa al mare o per una casa disabitata.

Come pagare

I pagamenti devono essere tracciabili.  Non è ammesso l’uso di assegni o contanti ma bisogna necessariamente pagare con bonifico (anche ordinario), carta di credito o carta di debito.

Gli interventi edilizi necessari per avere la detrazione

Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus
Ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza
Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile
Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

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