AGI – “Ritenuta attendibile la parte offesa, si dichiara la penale responsabilità dell’imputato”. L’avvocato Paolo Cassamagnaghi racconta di avere avuto un sussulto di sorpresa nel leggere queste parole su un foglio posato sul tavolo dei giudici che di lì a poco sarebbero entrati in aula per il processo a carico di un suo assistito accusato di violenza pluriaggravata su una minorenne. “In tutta evidenza quella era una bozza della sentenza” dichiara all’AGI. La ‘scoperta’ dei fogli che sarebbero stati anticipatori del verdetto è arrivata per caso.
“L’udienza era fissata alle dieci ma quando sono arrivato ho visto che sullo ‘statino’ affisso alla porta l’orario era indicato alle 11 e 30. Ho pensato di essermi sbagliato e mi sono avvicinato al banco dei giudici per vedere quale orario fosse indicato sul fascicolo. C’erano una dozzina di fogli tenuti insieme da un sottile elastico giallo e l’occhio mi è caduto su quella che era un’anticipazione del verdetto. Quando i giudici sono entrati ho chiesto conto della cosa alla presidente del collegio domandando di leggere quei fogli. Mi è stato risposto di no”.
L’udienza
Nell’udienza di oggi era in programma l’ascolto della consulente della difesa. “Un passaggio essenziale – aggiunge Roberta Ligotti, legale dell’imputato assieme a Cassamagnaghi – perché noi siamo convinti dell’innocenza del nostro assistito”. A quel punto l’imputato, su suggerimento dei difensori, ha presentato un’istanza di ricusazione e gli avvocati hanno fatto presente al collegio di avere mandato un’istanza di ricusazione alla quinta Corte d’Appello.
I giudici della sesta sezione penale, dopo una breve camera di consiglio, hanno comunicato che si sarebbero astenuti e che avrebbero investito del fatto il presidente del Tribunale Fabio Roia. Dopo l’esame del consulente oggi sarebbe dovuta andare in scena la discussione con la richiesta della Procura e l’arringa della difesa. “Le sorelle dell’imputato che erano in aula sono scoppiate a piangere quando hanno capito quello che era successo – dice Ligotti -. Il tema vero, come ho scritto ai colleghi della Camera Penale, è che la difesa nei processi di ‘codice rosso’ non conta. I giudici non assolvono gli imputati nemmeno quando ci sono dei grossi dubbi sull’attendibilità delle parti offese”. Toccherà a Roia valutare se quelle considerazioni potessero essere reputate una bozza di sentenza oppure dei generici appunti con delle valutazioni.