• 21 Gennaio 2026 17:27

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Il Forum Economico dei potenti potrebbe abbandonare Davos

Gen 21, 2026

AGI – I dirigenti del World Economic Forum stanno valutando se il meeting annuale più importante dell’organizzazione debba cambiare sede, temendo che l’evento abbia superato le dimensioni della sua tradizionale sede alpina di Davos.

Lo rivela il Financial Times, secondo il quale Larry Fink, presidente di BlackRock e co-presidente ad interim del consiglio di amministrazione del WEF, ha discusso privatamente diverse opzioni, tra cui lo spostamento definitivo del summit da Davos o l’utilizzo di sedi a rotazione. Tra le sedi prese in considerazione figurano Detroit e Dublino. Secondo quattro fonti a conoscenza dei colloqui, Fink intende rimodellare il forum, ampiamente criticato perché ritenuto troppo elitario e fuori dal mondo, sostenendo che l’accesso dovrebbe estendersi oltre i leader politici e imprenditoriali che solitamente partecipano ai suoi eventi. Il WEF dovrebbe “iniziare a fare qualcosa di nuovo: presentarsi – e ascoltare – nei luoghi in cui il mondo moderno è effettivamente costruito”, ha scritto lunedì Fink in un post sul suo blog. “Davos, sì. Ma anche posti come Detroit e Dublino – e città come Giacarta e Buenos Aires”.

Davos inadeguata per il successo del WEF

Anche un dirigente senior interno del WEF, dopo aver aspettato nel traffico per tre ore e mezza per entrare nel piccolo villaggio sciistico per la festa di questa settimana, ha riconosciuto che Davos, che ospita l’incontro annuale da quasi sei decenni, si sta dimostrando inadeguata di fronte alle dimensioni di un forum che si è evoluto ben oltre la sua iniziale identità di club per le élite manageriali europee. Oggi il vertice di cinque giorni attrae regolarmente decine di migliaia di partecipanti, sia invitati ufficiali, tra cui capi di stato e dirigenti del mondo degli affari e della società civile. “È diventato vittima del suo stesso successo“, rivela al FT una fonte a conoscenza del problema e delle valutazioni in corso.

Problemi logistici e costi a Davos

La carenza di alloggi, i costi della sicurezza e le limitate infrastrutture fisiche (per l’evento attuale è già stata segnalata una partecipazione record) sono stati riconosciuti dai funzionari del WEF come dei problemi. Si prevede che l’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump complicherà ulteriormente le sfide logistiche legate al vertice. “Per il governo svizzero è importante che il WEF mantenga forti legami con la Svizzera“, ha affermato una delle fonti, aggiungendo che mantenerlo in Europa rappresenta una priorità per molti alti dirigenti del forum.

Cambiamenti ai vertici del WEF

Le discussioni coincidono con alcuni cambiamenti ai vertici del WEF, con Fink e il vicepresidente di Roche, André Hoffmann che subentrano come presidenti ad interim del consiglio di amministrazione ad agosto. Il fondatore del WEF, Klaus Schwab, si è dimesso ad aprile a seguito delle accuse di illeciti finanziari e altri problemi di governance mosse da alcuni informatori. L’indagine dello scorso anno ha scagionato Schwab dall’accusa di illeciti, non riscontrando alcun illecito materiale o condotta criminale, ma solo alcune “irregolarità“. Ma l’inchiesta ha aperto una nuova pagina nella storia del forum, spingendo la direzione ad interim a riconsiderare i suoi piani futuri.

La posizione ufficiale e le resistenze

Ufficialmente, il forum continua a sostenere Davos. I direttori del WEF hanno pubblicamente sottolineato l’importanza storica della sede alpina, che genera anche importanti entrate e investimenti turistici. Anche il governo svizzero e alcune delle sue principali aziende probabilmente si opporrebbero a qualsiasi decisione di delocalizzazione. Tuttavia, come nota il FT, BlackRock e WEF hanno preferito non rispondere alle richieste di commento.

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