C’è una Tokyo che non dorme mai, fatta di luci al neon, strade larghe e asfalto che di notte sembra disegnato apposta per raccontare storie diverse da quelle delle cartoline. È proprio in questo scenario che un video diventato virale negli ultimi giorni ha riportato al centro dell’attenzione una pratica che il Giappone conosce bene, ma che ufficialmente combatte da anni: il drift su strada pubblica.
Le immagini mostrano un gruppo di vetture sfrecciare tra incroci e viali della capitale nipponica, affrontando le curve in pieno traverso, con accelerazioni violente e pneumatici che urlano nel silenzio notturno. Un copione che ricorda inevitabilmente Tokyo Drift, ma che questa volta non ha nulla di cinematografico.
Il drift in strada
Il drift è nato in Giappone ed è parte integrante della cultura motoristica locale. Dai passi di montagna alle piste ufficiali, la sbandata controllata è diventata negli anni una vera disciplina sportiva, codificata e regolamentata. Al contrario però, la sua pratica sulle strade pubbliche è una violazione del codice della strada giapponese.
Negli ultimi tempi, le autorità hanno dichiarato di voler inasprire controlli e sanzioni, classificando questo tipo di comportamento come reato di guida pericolosa con pene fino a 20 anni di carcere, ben più alte rispetto a come viene visto ora, ovvero errore di guida o comportamento imprudente. Eppure, come dimostra il video circolato online, la tentazione di riportare il drift “dove tutto è iniziato” sembra non essersi mai spenta del tutto.
Non è una novità assoluta: a Tokyo e in altre grandi città nipponiche capita ancora che piccoli gruppi di appassionati si ritrovino di notte per esibirsi in manovre spettacolari altrimenti visibili solo in circuito e in Fast and Furious. I protagonisti, ribattezzati sui social come la “gang del drift”, sfruttano strade larghe, cavalcavia e incroci poco trafficati, mettendo in scena passaggi ad alta velocità che lasciano poco spazio all’improvvisazione.
Il fascino è evidente, ma altrettanto evidente è il rischio. Le strade sono pubbliche, non chiuse al traffico, e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Il video che divide il pubblico
Come spesso accade in questi casi, il web si è spaccato in due. Da una parte ci sono gli appassionati, che hanno salutato il video come un ritorno alle origini, un frammento di una vera Tokyo, lontana dalle regole e dalle restrizioni. Per molti, quelle immagini rappresentano l’essenza della cultura automotive giapponese, fatta di passione, tecnica e coraggio.
Dall’altra parte, però, non mancano le critiche. Alcuni hanno sottolineato come si tratti di una pratica illegale e potenzialmente pericolosa, non solo per chi è al volante, ma anche per eventuali passanti o altri automobilisti. C’è chi parla di irresponsabilità, chi di mancanza di rispetto per una città che di notte prova a ritrovare silenzio e normalità, proprio come avviene sulle Dolomiti italiane.
Il dibattito si allarga anche al ruolo dei social network. Video come questo, rilanciati milioni di volte, alimentano l’emulazione e possono trasformare una manovra per esperti in una sfida virale, da poter fare solo in situazioni di sicurezza, ma allo stesso tempo stimola un turismo di nicchia che vede il Giappone come la patria del drift e delle strade libere.