• 21 Gennaio 2026 14:10

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Audi F1, la R26 illumina Berlino e inaugura l’era dei Quattro Anelli nel Circus

Gen 21, 2026

C’è un luogo a Berlino in cui l’energia non è mai stata solo elettrica, ma culturale, industriale, simbolica. Il Kraftwerk, ex centrale elettrica diventata negli anni uno dei templi della sperimentazione artistica e sonora europea, è stato il palcoscenico scelto da Audi per presentare al mondo la propria monoposto ufficiale in F1. Una scelta tutt’altro che casuale: lì dove un tempo si produceva energia per la città, oggi Audi ha acceso quella che vuole essere la nuova forza motrice del Circus. È qui che è stata svelata la Audi R26, la prima della storia dei Quattro Anelli, destinata a debuttare nel Mondiale con il nome Audi Revolut F1 Team. Non un semplice lancio, ma una dichiarazione d’intenti. Audi entra in F1 per restarci, per incidere, per vincere. E lo fa con la consapevolezza di chi conosce il peso della propria storia nel motorsport, ma anche la complessità di una categoria che non perdona improvvisazioni.

Una livrea che parla Audi

La R26 si presenta come un’estensione naturale del concept mostrato nei mesi scorsi, ma ora rifinito, concreto, pronto a scendere in pista. La grafica riprende quasi integralmente quella del prototipo, con alcune differenze chiave che ne rafforzano il carattere aggressivo e la riconoscibilità. Il Lava Red, colore iconico della nuova filosofia Audi, ora contorna anche l’apertura delle pance e l’airbox, creando un contrasto netto con la fibra di carbonio a vista. Il nero viene esteso all’ala posteriore, a quella anteriore e ai deviatori di flusso dietro le ruote anteriori, dando alla vettura un aspetto più compatto, tecnico, quasi militare. Il Titanium opaco domina la carrozzeria, espressione di quell’eleganza funzionale che Audi ha sempre rivendicato come tratto distintivo.

È una monoposto che non cerca effetti speciali gratuiti, ma comunica solidità, precisione, metodo. In una F1 sempre più attenta all’estetica come strumento narrativo, Audi sceglie la strada della coerenza industriale, ogni linea ha una funzione, ogni colore un significato.

Una nuova era

L’evento di Berlino “segna più di un lancio; segna la dichiarazione pubblica di una nuova era per Audi“, ha spiegato Gernot Dollner, CEO di AUDI AG e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Audi Motorsport AGl, che ha aggiunto:

La F1 è la tappa più impegnativa del mondo del motorsport, e noi siamo qui non solo per competere, ma per definire il futuro di Vorsprung. Questo progetto è un catalizzatore per tutta la nostra azienda, simbolo della nostra trasformazione verso una cultura più orientata alle prestazioni, efficiente e innovativa. La nostra filosofia è di assoluto impegno a lungo termine. Comprendiamo che il successo in F1 richiede una perseveranza implacabile e Audi Revolut F1 Team non è qui per recuperare i numeri; puntiamo a lottare per il Campionato del Mondo entro il 2030“.

Berlino come manifesto culturale

Svelare la vettura a Berlino e non in una pista o in una capitale del motorsport tradizionale, è una scelta che racconta molto dell’approccio Audi. Berlino è progresso, contaminazione, tecnologia, ma anche rottura degli schemi. È una città che parla a un pubblico giovane, globale, trasversale. L’evento al Kraftwerk è stato concepito come un’esperienza immersiva, fatta di luci, suoni e narrazione, capace di reinterpretare la F1 come progetto culturale, non solo sportivo. Un messaggio chiaro, Audi non vuole limitarsi a entrare nel Circus, ma ridefinire il modo in cui un team di F1 si racconta. Non a caso, l’esperienza Kraftwerk aprirà le porte anche ai tifosi, estratti tramite concorso, in un gesto che rafforza il legame diretto con il pubblico. La F1 del futuro passa anche da qui: accessibilità, coinvolgimento, identità.

Revolut title sponsor

Il nome ufficiale del team, Audi Revolut F1 Team, racconta un’altra parte fondamentale del progetto. Revolut non è solo un title sponsor, ma un partner strategico che condivide con Audi una visione orientata alla disruption, all’innovazione, alla semplificazione dei processi. Durante l’evento, il mondo della finanza digitale si è unito all’esperienza motorsport. Un’anticipazione di ciò che vedremo nei weekend di gara, a partire da Melbourne, dove il brand sarà protagonista di attivazioni pensate per andare oltre la semplice visibilità. È la dimostrazione di come la F1 sia ormai una piattaforma globale in cui sport, tecnologia e lifestyle si fondono.

Adidas, merchandising e cultura paddock

Accanto a Revolut, Audi ha presentato anche la partnership con Adidas, official partner per l’abbigliamento da gara e da team. La collezione riflette la stessa filosofia della monoposto con linee pulite, precisione tecnica, funzionalità assoluta. Il kit non è solo abbigliamento sportivo, ma un’estensione dell’identità visiva del team, pensata per vivere sia nel paddock sia nella quotidianità. Il lancio globale è previsto per il 19 febbraio 2026, insieme alla piattaforma e-commerce ufficiale. Una serie di capsule collection stagionali in edizione limitata porterà il motorsport Audi anche fuori dalle piste, avvicinandolo al mondo dello streetwear e del design contemporaneo.

Binotto e Wheatley, la struttura di un progetto totale

A guidare il progetto Audi in F1 ci sono due figure chiave: Mattia Binotto, Responsabile del Progetto Audi F1, e Jonathan Wheatley, Team Principal. Due profili diversi, ma complementari, uniti da una visione comune: controllo totale e integrazione verticale. “La decisione strategica di entrare in F1 come team ufficiale è la nostra risorsa più preziosa“, ha spiegato Binotto. Audi ha costruito negli anni una power unit a Neuburg e un’organizzazione tecnica che collega lo sviluppo dei telai tra Hinwil e Bicester. Un sistema pensato per eliminare compromessi e garantire agilità decisionale.

Wheatley ha sottolineato l’aspetto umano del progetto: “Questa vettura è l’incarnazione di migliaia di ore di lavoro. Oggi iniziamo con orgoglio e umiltà. La nostra missione è costruire un DNA da campione, fatto di resilienza, precisione e curiosità“.

Hulkenberg e Bortoleto: esperienza e futuro

Sul palco del Kraftwerk, accanto ai manager, anche i due piloti che guideranno la R26: Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto. Due storie diverse, unite dalla stessa ambizione. Hulkenberg porta esperienza, solidità, conoscenza del paddock. “Qui sento una serietà profonda e un’energia speciale“, ha dichiarato. “Essere con Audi all’inizio di questo percorso è qualcosa di unico“.

Per Bortoleto, invece, è l’inizio di un sogno: “Correre per i Quattro Anelli è un onore incredibile. Sento la responsabilità, ma soprattutto una motivazione enorme a crescere con questo team“.

Una nuova era nel Circus

Audi non entra in F1 per riempire una casella. Entra per cambiare il proprio futuro industriale, per accelerare la trasformazione tecnologica, per misurarsi sul palcoscenico più complesso del motorsport mondiale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso, lottare per il titolo entro il 2030. La R26, svelata tra cemento, acciaio e luci industriali a Berlino, è il primo passo concreto. E da oggi, nel Circus, c’è una nuova energia che circola. Quella dei Quattro Anelli.

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