• 21 Gennaio 2026 12:13

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Questa Ferrari ha battuto ogni record all’asta: costa come un jet privato

Gen 21, 2026

Il mercato delle auto d’epoca ha appena vissuto un momento di rottura definitiva nelle gerarchie del desiderio, con i 17,87 milioni di dollari pagati per una Ferrari Enzo all’asta Mecum Kissimmee, in Florida. Rispetto a un anno fa, quando un esemplare dello stesso modello venne battuto all’asta per poco più di 6 milioni, si tratta di un balzo in avanti impressionante, attribuibile tanto alle qualità tecniche quanto alla storia di una fuoriclasse assoluta nel campo di appartenenza.

I “segreti” della quotazione da record

Su cosa spinga un collezionista a sborsare il prezzo di un jet privato per una vettura prodotta in 400 esemplari, surclassando anche la Ferrari di Trump, la risposta risiede nel paradosso della rarità. Sebbene sia già di per sé un’icona, il gioiello in questione ha qualcosa di raro: la tonalità Giallo Modena, che ha vestito solo 36 unità, ma il vero colpo di genio — o di audacia — del primo proprietario è stato l’abbinamento con gli interni Rosso/Giallo. Mentre il settore tende a preferire il “classico su classico”, questa configurazione dona un tono aggiuntivo al bolide di Maranello, tradotto in un sovrapprezzo rilevante.

Oltre alla tinta appariscente e inconfondibile, sul valore incide lo stato di conservazione. Con poco più di 1.000 chilometri percorsi, la Ferrari Enzo passata di mano è a tutti gli effetti una macchina del tempo: l’acquirente ha l’impressione di entrare in un concessionario della Casa di inizio anni Duemila e ritirare una vettura nuova di fabbrica.

A blindare poi l’investimento è un pezzo di carta che per un fine intenditore assume importanza cruciale quale il Red Book di Ferrari Classiche. In un mercato dove il sospetto è il peggior nemico del valore, la certificazione ufficiale di Maranello funge da “polizza assicurativa” contro i malintenzionati. I trofei vinti a eventi prestigiosi come il Cavallino Classic non fanno altro che renderla una “celebrity” sul palcoscenico delle quattro ruote, con un curriculum impeccabile e verificabile.

L’ultimo ruggito dell’analogico

Entrando nel merito del motore, in un’epoca dominata da soluzioni ibride, turbine e silenziosi propulsori elettrici, i 651 cavalli del V12 aspirato da 6,0 litri rappresentano l’apice dell’ingegneria meccanica “pura”. Di fatto la Enzo costituisce l’ultima grande Ferrari figlia dell’era Schumacher, un ponte tra la pista e la strada priva di eredi dirette mosse dalla stessa filosofia meccanica. E la nostalgia suscitata dall’eccellenza analogica infiamma i cuori (e i portafogli) degli appassionati.

Una nuova era per il collezionismo

Il nuovo picco economico raggiunto apre una riflessione profonda sulla natura delle supercar di prestigio. Nei 17,87 milioni sborsati gli analisti ci vedono la convergenza di due aspetti rilevanti in egual misura: la passione viscerale per il marchio del Cavallino e la ricerca di beni rifugio sicuri in tempi di incertezza economica.

Tuttavia, bisogna fare attenzione a non generalizzare. La “volatilità” resta una parola chiave perché non tutte le Enzo valgono oggi questa cifra. In tal senso il mercato non guarda in faccia a nessuno: contano i dettagli invisibili ai non addetti ai lavori, dalla storia della documentazione all’accuratezza dei certificati, fino all’unicità della livrea, in questo caso specifico uno dei maggiori fattori di richiamo.

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