È il momento del capolinea per una citycar sulle strade europee. La produzione della Hyundai i10 è stata ufficialmente sospesa per fare spazio a nuovi progetti presso lo stabilimento turco di Izmit secondo quanto riferisce Auto Express, che sottolinea la trasformazione radicale in atto dell’approccio alla mobilità urbana. Nonostante il modello coreano rimanga in listino fino all’esaurimento delle scorte, inizia il conto alla rovescia verso l’addio definitivo.
Le dimensioni – 3.670 mm di lunghezza, 1.680 mm di larghezza, 1.480 mm di altezza – hanno reso la vettura una delle regine del parcheggio impossibile, e il passo di 2.425 mm garantisce un’abitabilità sorprendente nella categoria. Qualità alle quali parecchi automobilisti non hanno saputo rinunciare negli anni della sua permanenza: lascerà un vuoto difficile da colmare.
Tra la concretezza GPL e la briosa N Line
In Italia, la Hyundai i10 ha saputo convincere una fetta ampia di pubblico, attirata da una gamma razionale ma completa. Alla base troviamo il collaudato 3 cilindri da 1.0 litro capace di erogare 63 CV, adatto ai neopatentati e ai residenti in città, disponibile sia con cambio manuale che robotizzato a cinque rapporti. In alternativa, offre costi d’esercizio eccellenti la variante GPL a 61 CV, una scelta intelligente e parsimoniosa, mentre la versione N Line si colloca all’estremo opposto. Spinta da un motore 1.0 turbo da 90 CV, la piccola “peperina” dal sapore orientale ha dimostrato che anche una citycar è in grado di offrire divertimento tra le curve, il tutto partendo dai prezzi di listino a partire da circa 18.500 euro.
Perché le piccole si avviano al capolinea
Ritirare dal commercio un modello poco apprezzato è una scelta che si fa a cuor leggero. Ma la Hyundai i10 ha rappresentato un caposaldo dell’offensiva coreana nei nostri confini e nel Vecchio Continente, perciò la mossa può sembrare un paradosso. Il cordone viene rotto per un mix letale di normative e logiche industriali, le stesse con cui deve a che fare buona parte dei costruttori al giorno d’oggi.
Aggiornare i motori endotermici in osservanza dei severi standard sulle emissioni implica investimenti massicci, e sulle proposte popolari i margini di guadagno diminuiscono, fino a rendere non più economicamente sostenibile la loro permanenza sul mercato. Il piano di elettrificazione di Hyundai è ormai tracciato e non prevede un’erede diretta alimentata a benzina, dunque la i10 segue il destino di molte sue colleghe, lasciando il campo a un domani dove la lingua degli elettroni prevale sul resto.
L’orizzonte elettrico e la nuova categoria e-car
Le prospettive delle auto da città sono forse già contenute nei documenti della Commissione europea. La creazione della nuova categoria e-car punta a dare una spinta decisiva alle piccole elettriche urbane, affinché siano più silenziose, pulite e tecnologicamente avanzate: diversi modelli sono già arrivati, altri sono all’orizzonte, ciascuno pronto a giocarsi le proprie carte al meglio.
Tuttavia, per molti automobilisti, la scomparsa di vetture semplici, leggere e low-cost come la piccola coreana crea un buco difficile da colmare nell’immediato. Mentre lo stabilimento di Izmit si prepara ad accogliere nuovi modelli, l’emblema di una mobilità democratica e accessibile passa ai saluti.