• 20 Gennaio 2026 13:09

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L’Alfasud griffata Valentino: il Made in Italy secondo l’ultimo imperatore della moda

Gen 20, 2026

Il mondo della moda internazionale ha salutato Valentino Garavani, uno dei più grandi stilisti della storia ed emblema del Made in Italy. La vita del nativo di Voghera si è conclusa nella sua residenza romana, lasciando un’eredità creativa difficile da cogliere per le future generazioni. La sua unicità risiedeva in un’idea di eleganza senza tempo, in grado di esprimersi in epoche differenti. Un esegeta della bellezza, capace di manifestare la sua arte anche nell’ambito delle quattro ruote.

Valentino Garavani è morto serenamente nella giornata di ieri, circondato dall’affetto delle persone più care. La notizia della scomparsa di Valentino Garavani è stata comunicata ufficialmente dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, che ha condiviso con lo stilista l’intero percorso professionale. Non sono state rese note le circostanze specifiche: la morte è avvenuta per cause naturali, compatibili con l’età avanzata. Svariati i messaggi di cordoglio arrivati da istituzioni, capi di Stato e dive di Hollywood. Noi vogliamo ricordarlo per la sua passione che sfociò nella creazione di una Alfasud unica nel suo genere.

La versione speciale dell’Alfasud

Facciamo un salto ai magici anni ‘80 quando Valentino era all’apice del suo successo planetario. Lo stilista creò un’edizione limitata, destinata all’Italia, dell’Alfasud. La variante finì anche in qualche mercato estero selezionato e lasciò il segno per la correlazione a una celebre borsa della maison lombarda. L’Alfa Romeo Alfasud by Valentino vantava un color bronzo, con il simbolo della maison sulle fiancate e la verniciatura nera del tetto a contrasto. La berlina due volumi e quattro porte a trazione anteriore, in questa variante, apparve nel 1981, allo scopo di creare hype per il lancio della terza generazione.

La tonalità della carrozzeria non passava inosservata. Il marchio di Arese allargò la gamma, strizzando l’occhio al pubblico femminile, dato che ogni acquirente aveva in dote una borsa firmata proprio da Valentino. La collaborazione fra la maison di moda e la berlina del Biscione anticipò il trend delle partnership che oggi è piuttosto comune. Il cuore pulsante era un motore 1.2 litri da 68 cavalli associato a un cambio manuale a quattro o cinque marce, a seconda della versione. In alternativa era previsto un 1.3 da 79 cavalli e un più pepato 1.5 da 86 cavalli, popolare anche in Germania.

Ufficio Stampa Stellantis HeritageLa versione speciale dell’Alfasud firmata Valentino

Le caratteristiche del modello

Il bronzo metallizzato, oltre a essere molto attraente, risolveva i problemi di ruggine dell’Alfasud. Le fiancate erano arricchite dalla doppia filettatura in nero e oro, che si prolungava sui montanti posteriori, interrotta dal logo della maison italiana. Il contrasto con il tettuccio nero impreziosiva l’auto con un tocco di eleganza, tipico delle creazioni di Valentino. Spiccavano i cerchi anodizzati oro, mentre gli interni erano caratterizzati da plastiche scure, volante in legno e sedili in velluto nero con piping rosso.

La lunghezza si attestava sui 4.260 mm, con un passo di 2.400 mm, una larghezza di 1.664 mm e un’altezza di 1.330 mm. Il peso era di circa 1.210 kg. Su 22.380 esemplari realizzati presso lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, in totale vennero create 2.199 Alfasud by Valentino con motore 1.2 per il mercato nostrano, 898 da 1.351 cc e 872 da litro e mezzo. L’auto, affidata alla neonata SIRP – poi Italdesign – di Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, ebbe anche un ruolo sociale, dato che nacque con l’obiettivo di favorire l’industrializzazione del Sud Italia.

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