Pensava di aggirare il sistema affidandosi alla biancheria da bagno. Arriva da Cagliari l’ultima grottesca vicenda riguardante un automobilista di 49 anni, che per evitare l’occhio elettronico della ZTL di Villanova ha provato a utilizzare un asciugamano colorato. In fondo, cosa mai poteva andare storto? Tutto, suo malgrado: oltre a ricevere la multa, una denuncia penale gli toglierà il sonno a lungo.
Un piano (poco) geniale
Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio scorso si è consumato un episodio ai limiti dell’assurdo. L’uomo, residente nell’hinterland cagliaritano, doveva a quanto pare entrare nel quartiere storico di Villanova, ma gli mancava il pass e così, anziché cercare il parcheggio fuori dalle mura o rassegnarsi a una passeggiata, ha escogitato un “piano B”: tra il portellone e il lunotto ha collocato un normalissimo asciugamano, facendolo pendere esattamente sopra la targa. Se la telecamera non leggeva i numeri, le sarebbe stato impossibile farle la multa, in teoria. In pratica, un “peccato di superficialità”, in quanto le città sono ancora popolate da agenti in carne e ossa.
L’incontro con la Polizia locale
Mentre l’auto transitava nei pressi del varco tra via Bosa e piazza Garibaldi, una pattuglia della Polizia locale di Cagliari, impegnata in un normale servizio di controllo, ha notato il veicolo con un bizzarro “addobbo” sulla carrozzeria. Gli agenti non ci hanno messo molto a capire che quel pezzo di spugna non era lì per asciugare la carrozzeria umida, bensì per nascondere l’identità del mezzo, e una volta fermato il veicolo al quarantanovenne è toccato incorrere in un incubo burocratico. Invece di limitarsi a una ramanzina e a un semplice verbale per l’accesso vietato alla ZTL, le autorità hanno usato il pugno duro.
Dalla sanzione alla denuncia penale
Qui sta l’errore di valutazione principale commesso dal guidatore. Mentre entrare in una Zona a Traffico Limitato privo di autorizzazione configura il reato di violazione amministrativa (si paga solo la multa), l’occultamento della targa determina un approccio inflessibile fino a sfociare nella giustizia penale, poiché la persona colta in flagrante impedisce alla Polizia di stabilire la persona al volante qualora accade qualcosa di grave. Alla fine, il conto risulta salatissimo: dal dover versare un importo piuttosto contenuto l’uomo si è ritrovato con una denuncia a suo carico e il processo da affrontare prosciugherà ulteriormente i suoi risparmi.
La vigilanza non conosce pausa
L’episodio di Villanova conferma che la sorveglianza nelle aree sensibili di Cagliari si è fatta strettissima. Le ZTL, introdotte allo scopo di proteggere il patrimonio storico e rendere i quartieri più vivibili riducendo le emissioni nocive nell’ambiente, sono ormai blindate. L’idea di poter “ingannare il sistema” con trucchi artigianali è un rischio che non vale mai la pena correre: le telecamere sono intelligenti, certo, ma le pattuglie sul territorio lo sono di più e soprattutto, hanno un senso della realtà che un asciugamano colorato non può confondere. L’automobilista cagliaritano lo ha imparato a proprie spese, un promemoria di come, nel pieno della sorveglianza digitale, la furbizia della “vecchia scuola” spesso porta dritto davanti a un giudice.