• 16 Gennaio 2026 16:07

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F1 2026, Red Bull svela la livrea della RB22: a Detroit nasce una nuova era con Ford

Gen 16, 2026

Alla Michigan Central Station, luogo simbolo della rinascita industriale americana, Red Bull ha tolto i veli alla livrea della monoposto che affronterà il Mondiale di F1 2026. Un evento che va oltre la semplice presentazione estetica, è il primo atto pubblico di una nuova epoca per la scuderia di Milton Keynes, chiamata a reinventarsi in uno dei passaggi più delicati della propria storia recente.

La stagione 2026 segnerà infatti una frattura netta con il passato. Non solo per il nuovo regolamento tecnico che manda in archivio le monoposto a effetto suolo viste dal 2022 al 2025, ma soprattutto per il profondo cambiamento strutturale che coinvolge Red Bull Racing. Christian Horner e Helmut Marko sono solo la punta dell’iceberg di una trasformazione più ampia, che trova nella partnership con Ford il suo pilastro principale.

Detroit, simbolo di un nuovo inizio

Presentare la nuova livrea negli Stati Uniti, e in particolare a Detroit, ha un significato preciso. È qui che Ford è nata, ed è da qui che il marchio dell’Ovale Blu torna protagonista in F1 dopo oltre vent’anni di assenza diretta. Alla Michigan Central Station, icona di passato, crisi e rinascita, Red Bull ha mostrato al mondo il volto con cui affronterà la prossima stagione, attirando l’attenzione di addetti ai lavori, tifosi e media internazionali.

La livrea della RB22 è il primo vero segnale visivo del cambiamento. Colpisce subito il blu, decisamente più scuro rispetto alle ultime stagioni, un richiamo evidente ai primi anni di Red Bull in F1. Una scelta non casuale, che guarda alle origini mentre si prova a costruire un nuovo futuro. La grafica resta fedele all’identità del team, con il marchio Red Bull che si ripete sulla carrozzeria, ma l’impatto complessivo è più sobrio, maturo, quasi istituzionale.

A spiccare, più di ogni altra cosa, è il logo Ford, ben visibile sulla monoposto. Non un semplice logo, ma il simbolo di un’alleanza tecnica e strategica destinata a pesare sugli equilibri del Mondiale. Ford non sarà solo un partner di immagine, la casa di Detroit è coinvolta attivamente nella produzione di alcuni componenti della power unit, nello sviluppo di modelli di simulazione e nei software per la gestione della batteria, uno degli aspetti chiave delle nuove regole 2026.

Verstappen-Hadjar, continuità e futuro

In pista, a difendere i colori Red Bull, ci saranno Max Verstappen e Isack Hadjar. Una coppia che rappresenta perfettamente la filosofia del team in questa fase di transizione. Da un lato la continuità, incarnata dal quattro volte campione del mondo, che resta il punto di riferimento tecnico e sportivo della squadra. Dall’altro la prospettiva, con Hadjar promosso a pilota titolare come ulteriore conferma della vocazione Red Bull alla valorizzazione dei talenti cresciuti all’interno del proprio programma giovani.

Anche Verstappen sarà protagonista di un piccolo ma significativo cambiamento. Sulla RB22 campeggia il numero 3, una novità o meglio un dettaglio che non passa inosservato. L’ex numero 1 ha dichiarato: “Tutti sono molto emozionati. I colori sono cambiati. È molto meglio. Mi piace la lucentezza, il blu è il mio colore preferito. Mi piacciono i contorni del logo Red Bull. È tornato ed è molto più fresco. È ancora sconosciuto il motore e le dimensioni della vettura sono cambiate un po’. Per noi piloti, inizialmente ci vorrà tempo per adattarci, sarà importante nei giorni di test fare i giri e ottimizzare il più possibile. Entusiasti di iniziare un nuovo capitolo“.

Mekies ha dichiarato: “Siamo in F1 grazie al sogno di un uomo, Dietrich Mateschitz, e diversi anni dopo, lui stesso ha avuto un altro sogno: creare un motore. Questa livrea è progettata per celebrare lo spirito con cui siamo entrati in questo sport. Nell’anno in cui una monoposto Oracle Red Bull Racing monta per la prima volta una Powertrains Powertrains Red Bull Ford, ci è sembrato giusto riflettere parte della nostra storia nella nostra livrea“.

Non solo livrea, cambia tutto

Ridurre la presentazione di Detroit a una semplice questione di colori sarebbe però un errore. La RB22 e la sua livrea rappresentano solo la superficie di un cambiamento molto più profondo. Dal 1 gennaio 2026, a Milton Keynes è iniziata ufficialmente una nuova fase. Red Bull ha chiuso l’era Honda e aperta una completamente nuova, ancora tutta da scoprire.

Honda, partner fondamentale dei successi recenti, ha scelto di intraprendere una strada diversa, legandosi ad Aston Martin Racing come fornitore di power unit e partner tecnico. Una separazione che ha costretto Red Bull ad accelerare un processo già avviato, la costruzione di una propria identità motoristica. Red Bull Powertrains, insieme a Ford, si trova ora al centro del progetto più ambizioso mai affrontato dal team.

I mesi di preparazione e progettazione sono finiti. Il tempo delle simulazioni, dei test al banco e delle proiezioni teoriche ha lasciato spazio alla realtà. Dal 2026 in poi, Red Bull non potrà più contare su un motorista esterno di riferimento, la responsabilità sarà tutta interna. Un passaggio che comporta rischi enormi, ma anche potenziali vantaggi competitivi se il progetto dovesse funzionare.

Ford, partner chiave

La casa americana non si limiterà a fornire know-how, il suo contributo sarà determinante soprattutto sul fronte elettrico, uno degli elementi centrali del nuovo regolamento. La gestione dell’energia, lo sviluppo delle batterie e l’ottimizzazione dei software saranno aree decisive per la competitività delle monoposto e Red Bull ha scelto di affidarsi a un colosso con una lunga tradizione industriale e tecnologica. La presenza del marchio Ford sulla livrea, così evidente, è anche un messaggio politico e commerciale. La F1 guarda sempre più agli Stati Uniti come mercato strategico, e l’asse Milton Keynes-Detroit rappresenta uno dei ponti più solidi tra Europa e America nel Circus moderno.

Punto di partenza, non di arrivo

Sui social, Red Bull ha accompagnato il lancio della livrea 2026 con una comunicazione essenziale ma fortemente simbolica, capace di racchiudere il senso del momento storico che il team sta vivendo.”F1 2026. Il prossimo capitolo inizia qui” è il messaggio che ha fatto da apripista, una frase breve ma carica di significato, che richiama l’idea di una storia appena voltata pagina e tutta da scrivere. A rafforzare il messaggio, il riferimento diretto ai piloti: “Ha il sigillo di approvazione dei nostri piloti“, a sottolineare come Verstappen e Hadjar abbiano già dato il loro ok al nuovo corso. Poi il countdown verso la pista: “Livery lanciata Ci vediamo in pista“, quasi a voler chiudere la fase delle parole e aprire quella dei fatti. Un racconto social coerente, lineare, che trasmette fiducia, compattezza interna e la voglia di affrontare con entusiasmo una stagione che segna l’inizio di una nuova era per Red Bull Racing.

La presentazione della livrea alla Michigan Central Station non ha svelato dettagli tecnici sulla RB22, ma non era questo l’obiettivo. Come già anticipato, Red Bull ha voluto lanciare un messaggio chiaro, quello che il 2026 non sarà una semplice prosecuzione del passato, ma l’inizio di un qualcosa di nuovo. Un nuovo progetto che coinvolge tutti, uomini, tecnologia e identità. È davvero una nuova era, come suggerisce il clima che si respira durante la presentazione, intorno al team. Un’era in cui Red Bull è chiamata a dimostrare di saper vincere anche senza le certezze che l’hanno accompagnata negli ultimi anni. La livrea di Detroit è il primo segnale visibile di questa trasformazione. Il resto lo dirà la pista e i primi test delle prossime settimane.

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