• 16 Gennaio 2026 16:18

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F1 2026, Ferrari: il vantaggio operativo rispetto a McLaren

Gen 16, 2026

Il team di Maranello può contare su un chiaro beneficio che intende sfruttare al massimo delle possibilità. Un possibile profitto che deriva dalla pessima stagione 2025 che, grazie alle regole della FIA, garantisce un utilizzo degli strumenti per correggere ed aggiornare la vettura superiore a McLaren, Red Bull e Mercedes. Il margine d’errore è più ampio, insomma, fattore che il team può trasformare in rendimento in pista.

L’aritmetica del vantaggio: la finestra strategica della Ferrari verso il 2026

Analizzando le ripercussioni concrete della pianificazione tecnica, emerge uno scenario di indubbio interesse. Oltre al lavoro Ferrari sulle sospensioni flessibili, il team si affaccia all’alba della stagione 2026 con un margine di manovra superiore rispetto ad alcuni dei suoi diretti avversari. Non parliamo di un immediato vantaggio prestazionale, bensì di una preziosa flessibilità strategica proprio nella fase più critica: la definizione degli aggiornamenti.

Il quarto posto nel mondiale costruttori ha conferito alla Rossa un “asset” non trascurabile: un coefficiente di utilizzo delle risorse pari all’85% dei valori di riferimento della Federazione Internazionale. In termini pratici, dal primo gennaio la Gestione Sportiva dispone di un plafond di circa 340 ore in galleria del vento. Calcolando l’indice operativo noto come occupancy, il tempo effettivo per le prove dinamiche si attesta sulle 68 ore.

Questo monte ore si traduce nella possibilità di effettuare 272 singoli run, un volume che supera di quasi cinquanta sessioni quello concesso al team campione in carica, la McLaren. Si tratta di un differenziale sostanziale, specie nella fase embrionale di un nuovo ciclo regolamentare. Parallelamente, sul fronte della fluidodinamica computazionale (CFD), la Ferrari avrà facoltà di analizzare fino a 1700 nuove geometrie virtuali.

Questo garantisce un volume di lavoro superiore di circa trecento configurazioni rispetto ai campioni del mondo. È in questa piega del regolamento che risiede il vero vantaggio: la libertà di esplorare una gamma più vasta di varianti concettuali prima di convergere verso la soluzione definitiva. Nessuno possiede certezze assolute e poter “sbagliare” di più significa, paradossalmente, avere maggiori probabilità di individuare la strada maestra.

Milestone tecniche e la gestione degli ATP

La scansione temporale delle risorse gioca un ruolo altrettanto decisivo. L’intero programma Ferrari ruota attorno agli Aerodynamic Testing Periods (ATP), finestre operative di otto settimane che dettano il ritmo dello sviluppo. La scuderia ha scelto di allocare una porzione massiccia del budget aerodinamico proprio nei primi tre periodi dell’anno. L’obiettivo è arrivare all’estate con una piattaforma tecnica già matura.

La prima vera “pietra miliare” sarà rappresentata dai test pre-stagionali in Bahrain. A Sakhir si attende la validazione più importante: il confronto empirico tra i dati generati in simulazione e la risposta fisica della monoposto. Sebbene Vasseur abbia ribadito come la correlazione tra ambiente virtuale e pista sia oggi estremamente affidabile, l’incognita del nuovo regolamento impone un riscontro diretto.

Per questo motivo, Maranello si presenterà all’appuntamento di febbraio con soluzioni volutamente “aperte”: un pacchetto versatile, progettato per permettere rapide correzioni di rotta qualora la pista non dovesse confermare le aspettative. Le nuove norme, meno dipendenti dalle interazioni estreme del fondo vettura, semplificano parzialmente la simulazione, riducendo le distorsioni tra il modello virtuale e la realtà.

La strategia di Loic Serra: giudizio e flessibilità

Il vero snodo cruciale risiede nella capacità di selezione. Avere accesso a oltre 1700 configurazioni CFD non implica testarle indiscriminatamente. Il reparto guidato dal direttore tecnico sarà chiamato a un attento lavoro ripartendo le risorse tra le varie componenti dell’auto. Surplus operativo consente alla Ferrari di indagare uno spettro più ampio di filosofie progettuali, scongiurando il pericolo di imboccare un vicolo cieco tecnico.

Nei primi mesi di ciclo normativo il margine di errore è spesso il fattore discriminante. Al contrario, scuderie com McLaren saranno costrette a scelte più rigide sin dal principio, accettando compromessi più severi su quali aree sviluppare e quali sacrificare. Al termine della sessione in Bahrain, oltre testare il nuovo motore Ferrari, il team non stilerà una classifica basata sui tempi sul giro, ma su parametri ben più raffinati.

Parliamo di efficienza aerodinamica, stabilità del carico e coerenza dei dati. Da questa analisi interna scaturirà la pianificazione definitiva per i primi tre periodi ATP della stagione. È in questo spazio tecnico, silenzioso ma determinante, che si gioca la vera partita del 2026. Non nei titoli di giornale, ma nell’allocazione per gli sviluppi che, dal prossimo campionato più che mai, saranno altamente decisivi.

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