• 15 Gennaio 2026 15:12

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Porsche ammette l’errore, torna la Macan a benzina

Gen 15, 2026

Porsche è stata tra le prime Case premium a credere davvero nella transizione elettrica, non solo come esercizio di immagine ma come scelta strutturale di prodotto. Una strategia coraggiosa, che però nel tempo ha mostrato più di una crepa. I numeri di vendita, il raffreddamento dell’interesse per alcune elettriche e un mercato che procede a velocità diverse rispetto alle previsioni hanno spinto il marchio di Zuffenhausen a fermarsi e ricalcolare il percorso. Il caso più emblematico è quello della Macan, SUV compatto fondamentale per i conti Porsche, trasformato in elettrico puro e oggi al centro di un clamoroso dietrofront.

Dietrofront sulla Macan

A rendere esplicita la svolta è stato Oliver Blume, ex CEO Porsche dimessosi all’inizio del 2026, che in un’intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung ha ammesso senza troppi giri di parole che la strategia sulla Macan non ha funzionato come previsto. “Ci sbagliavamo sulla Macan”, ha dichiarato, riferendosi alla scelta di trasformare il SUV compatto in un modello esclusivamente elettrico.

Una presa di posizione non banale, soprattutto per un costruttore storicamente molto attento a non mostrare crepe nella propria visione industriale. Blume ha però precisato che, al momento della decisione, i dati di mercato indicavano uno scenario diverso: “Sulla base delle informazioni disponibili all’epoca, avremmo preso la stessa decisione”. Il problema è che il contesto è cambiato rapidamente, più di quanto Porsche stessa avesse previsto.

La risposta, oggi, è pragmatica: riaprire le porte ai motori a combustione e alle soluzioni ibride, soprattutto nei segmenti dove la clientela continua a preferire autonomia, flessibilità e valore residuo rispetto alla sola mobilità elettrica.

Una nuova “Macan” termica in arrivo

Porsche però non riporterà in vita l’attuale Macan termica, ma lavorerà su un nuovo SUV compatto che ne raccoglierà idealmente l’eredità. Un modello che si collocherà nello stesso segmento, al di sotto della Cayenne, e che arriverà entro il 2028.

Secondo le indiscrezioni più accreditate, il nuovo crossover utilizzerà la Premium Platform Combustion (PPC) del Gruppo Volkswagen, la stessa architettura su cui nascerà la nuova Audi Q5. Una base tecnica moderna, pensata per ospitare motorizzazioni benzina, ibride e probabilmente mild hybrid evolute, in linea con le normative future ma senza i vincoli dell’elettrico puro.

Il nome, però, potrebbe cambiare. Proprio per marcare una discontinuità con il passato recente e per evitare sovrapposizioni con la Macan elettrica, Porsche starebbe valutando una denominazione diversa. Una scelta che avrebbe anche un valore simbolico: non una sconfessione totale dell’elettrico, ma un riequilibrio dell’offerta.

Un segnale per tutta la gamma

Il caso Macan non è isolato e, anzi, rappresenta solo la punta dell’iceberg. Porsche ha già confermato che anche le future 718 Boxster e Cayman, inizialmente destinate a diventare elettriche al 100%, avranno versioni a combustione e ibride. Un altro passo indietro solo apparente, che in realtà racconta un costruttore disposto a rivedere i propri piani pur di restare allineato al mercato reale e combattere la crisi attuale.

Del resto, l’identità Porsche è sempre stata legata al piacere di guida, alla meccanica e al coinvolgimento emotivo. Elementi che l’elettrico può offrire in modo diverso, ma che una parte della clientela continua ad associare al motore termico. Ignorare questo aspetto, soprattutto in una fase di transizione così delicata, rischia di essere controproducente.

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