• 14 Gennaio 2026 15:08

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Patente B, novità 2026: aumentano le ore di guida obbligatorie

Gen 14, 2026

A breve prendere la licenza di guida costerà più impegno e fatica. Con il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 dicembre, prende vigore una riforma che riscrive il percorso formativo per la patente B, intervenendo sull’articolo 122 del Codice della Strada così come modificato dalla legge n. 177/2024. L’obiettivo dichiarato è uno solo: più sicurezza, meno improvvisazione.

Non è una rivoluzione ideologica, ma un cambio di mentalità. Perché il nuovo iter per la patente guarda meno alla burocrazia e più alla strada vera, quella fatta di traffico, buio, velocità e decisioni da prendere in poche frazioni di secondo. Una riforma che prova a colmare un vuoto storico: l’idea che bastino poche ore di guida “assistita” per affrontare da soli un sistema viario sempre più complesso.

Necessarie più ore di guida

Il primo segnale è chiaro e misurabile: le ore obbligatorie di guida aumentano da 6 a 8. Non un dettaglio. Un paio di ore in più che diventano un investimento obbligato in esperienza reale. Ore che dovranno essere svolte esclusivamente con istruttori autorizzati e presso autoscuole abilitate, archiviando definitivamente la stagione della pratica improvvisata con amici o parenti prima di aver completato il percorso formativo ufficiale. Prima si impara, poi si sperimenta.

La pratica non sarà più un blocco indistinto, ma un percorso modulare, scandito in quattro momenti chiave, ciascuno della durata di due ore. Il modulo A è quello delle fondamenta: uso del veicolo, manovre di base, gestione delle emergenze e – novità tutt’altro che marginale – familiarizzazione con gli ADAS, i sistemi avanzati di assistenza alla guida che ormai popolano anche le utilitarie.

Il modulo B, invece, porta l’aspirante automobilista dentro la giungla urbana: traffico intenso, parcheggi complessi, precedenze, incroci e decisioni fulminee. Poi, Il modulo C apre le porte alla velocità controllata: autostrade e strade extraurbane, con limiti superiori ai 50 km/h, dove il pericolo non è solo l’errore, ma la sottovalutazione dello spazio e del tempo. Infine, il modulo D, forse il più simbolico: la guida notturna, obbligatoria, da svolgersi dopo le 20 o comunque mezz’ora dopo il tramonto, e non oltre le 6:45. Perché la notte cambia tutto: visibilità, riflessi e percezione del pericolo.

La digitalizzazione del percorso

C’è poi la grande scommessa digitale. La certificazione delle ore di guida passerà dal Portale dell’Automobilista, sotto il controllo della Motorizzazione. Una piattaforma unica, pensata per uniformare e rendere tracciabile il percorso formativo. L’attestazione digitale avrà validità di 18 mesi, permettendo di sostenere o ripetere l’esame anche in caso di bocciatura e consentendo, una volta completate le guide obbligatorie, di esercitarsi anche fuori dall’autoscuola. Più controllo all’inizio, più autonomia dopo.

Naturalmente, tutto questo ha un prezzo. Più ore significano costi più elevati, che si sommano agli aumenti già scattati dal 1° novembre scorso, legati agli adeguamenti retributivi degli esaminatori. La patente, ancora una volta, diventa più cara. Ma il legislatore scommette su un principio semplice e antico: pagare prima per risparmiare dopo, soprattutto in termini di vite umane.

Un tentativo di mettere ordine nelle strade

In un Paese dove l’età media dei conducenti cresce e dove convivono neopatentati inesperti e over 80 ancora al volante, questa riforma prova a mettere ordine, partendo dalle fondamenta. Non è una stretta punitiva, ma un tentativo di educazione strutturale. Perché la sicurezza non nasce dal timore della multa, ma dalla conoscenza dei propri limiti.

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