Giovedì 15 gennaio segna una data che, almeno sulla carta, potrebbe cambiare il volto dei rapporti tra italiani e compagnie assicurative. Parte infatti l’Arbitro assicurativo, il nuovo organismo indipendente pensato per risolvere controversie in tempi rapidi e a costi ridotti. Un arbitro “popolare” nel prezzo: appena 20 euro, rimborsati se il ricorso viene accolto. Piccola cifra per un grande potenziale effetto, secondo l’Ivass, l’autorità che ha fortemente voluto lo strumento e che guarda a questo organismo come a qualcosa di più di un semplice giudice di reclami: “Un osservatorio privilegiato sulle criticità ricorrenti del settore”, spiegano fonti della vigilanza, capace di illuminare le zone d’ombra e indirizzare interventi mirati a beneficio dell’intero mercato.
Non è un’idea nata in modo casuale
Non si tratta di un’invenzione improvvisata. L’idea nasce da anni di pressing, rinvii e comparazioni con esperienze già consolidate. L’Arbitro bancario e finanziario (Abf), operativo dal 2009, ha mostrato la strada, poi, la Consob ha affinato strumenti simili per le controversie finanziarie e, infine, adesso tocca al mondo delle polizze, dalle Rc auto alle assicurazioni sulla vita. L’obiettivo è chiaro: dare ai cittadini uno strumento veloce, semplice, affidabile, senza la lentezza e il costo della via giudiziaria ordinaria.
Eppure, come spesso accade in Italia, l’entusiasmo convive con le diffidenze. Assoutenti accoglie con favore la novità, ma non nasconde le perplessità: “Avremmo auspicato un organismo pienamente autonomo – spiegano – e non incardinato presso Ivass, che nella sua storia ha spesso assunto posizioni sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati”. Il sospetto è sottile ma concreto: riuscirà l’Arbitro a mantenere l’indipendenza necessaria quando a fronteggiare sono compagnie gigantesche, capaci di ricorsi complessi e stratificati? Inoltre, il numero dei reclami non è irrilevante: oltre 113mila nel solo 2024, e un unico collegio chiamato a decidere potrebbe trovarsi a gestire flussi enormi. La domanda resta: tempi ragionevoli o caos annunciato?
Alcune perplessità
Anche l’Aiped, associazione dei periti danni, mette in guardia: “Occorre che il nuovo arbitro si fondi su regole chiare, istruttorie solide e valorizzazione delle competenze tecniche”, afferma il presidente Luigi Mercurio. In altre parole, non bastano buona volontà e velocità: serve preparazione, competenza, capacità di comprendere numeri, certificati e perizie che non sono materia da dilettanti.
Come funzionerà, dunque? Prima di rivolgersi all’Arbitro, il cliente deve aver presentato reclamo alla compagnia o all’intermediario e atteso la risposta, o il termine di 45 giorni, senza esito soddisfacente. La decisione dell’Arbitro non è vincolante, ma ha un peso morale e reputazionale notevole: se ignorata dalla compagnia, la notizia dell’inadempimento resta pubblica per cinque anni e visibile sul sito internet della stessa per sei mesi. Un colpo al prestigio, insomma, che dovrebbe incentivare il rispetto delle decisioni. Chi resta insoddisfatto può sempre rivolgersi all’autorità giudiziaria, mantenendo aperta la via ordinaria.
I suoi punti di forza
Il prezzo simbolico, la rapidità dei tempi (180 giorni massimo), la trasparenza pubblica delle decisioni: tutto punta a rafforzare la fiducia nel mercato assicurativo. L’auspicio dell’Ivass è proprio questo: l’Arbitro non come fine in sé, ma come strumento di educazione del mercato, in grado di orientare comportamenti corretti e creare un indirizzo interpretativo utile per tutte le parti in causa.
Non mancano però le sfide. Tra le compagnie, alcune potrebbero guardare con scetticismo all’iniziativa, temendo precedenti interpretativi vincolanti in futuro; tra i consumatori, l’attesa è alta e la pazienza limitata. L’Arbitro dovrà dimostrare di saper bilanciare velocità, correttezza e competenza tecnica, trasformando la teoria in pratica. Solo allora potrà davvero diventare un punto di riferimento, un faro che illumina i percorsi tortuosi delle controversie assicurative italiane.
In ogni caso, l’avvio del 15 gennaio rappresenta un momento storico: mai prima d’ora il cittadino italiano aveva avuto a disposizione uno strumento così diretto, economico e trasparente per far valere i propri diritti contro le compagnie. L’auspicio è che, con il tempo, l’Arbitro assicurativo non sia solo un tribunale rapido, ma anche un catalizzatore di fiducia, chiarezza e correttezza in un settore troppo spesso percepito come distante e complesso.