• 12 Gennaio 2026 17:15

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Perché non dovresti mai usare le mani per pulire il parabrezza appannato

Gen 12, 2026

Sarà capitato decine di volte: sali in auto al mattino, il vetro è completamente coperto dalla condensa e, per la fretta di partire, passi la mano sul parabrezza per creare un “buco” di visibilità. Sembra la soluzione più rapida, ma in realtà è il modo peggiore per gestire il problema.

Ecco perché questo gesto istintivo può rovinare la tua guida e quali sono le alternative reali per vederci chiaro in pochi secondi.

Il “nemico invisibile” sulle tue mani

Anche se hai appena lavato le mani, la pelle produce naturalmente oli e grassi. Quando passi il palmo o le dita sul vetro appannato, non stai solo rimuovendo l’acqua, ma stai trasferendo questi oli sulla superficie interna del parabrezza.

Cosa succede dopo?

Aloni permanenti: una volta che l’aria si asciuga, rimarranno macchie e strisciate visibili.
Riflessi pericolosi: di notte, le luci dei lampioni e dei fari incrociati colpiranno quegli aloni grassi, creando un effetto “glow” che può accecarti temporaneamente.
Magneti per la condensa: l’umidità si attacca più facilmente allo sporco. Un vetro con impronte digitali si appannerà molto più velocemente rispetto a uno pulito.

La strategia corretta: come sbrinare senza toccare

Per liberare il campo visivo senza fare danni, dimentica le mani e segui questa procedura tecnica usata dai professionisti:

Attiva il climatizzatore (A/C): non serve solo per il freddo. Il condizionatore è il deumidificatore più potente che hai a disposizione. Estrarrà l’umidità dall’abitacolo in un attimo.
Caldo sì, ma con intelligenza: imposta la temperatura al massimo e punta il flusso d’aria direttamente verso il parabrezza.
No al ricircolo: questa è la regola d’oro. Se il ricircolo è attivo, l’auto continua a far girare l’aria umida (causata dal tuo respiro). Aprendo ai flussi esterni, l’aria secca prenderà il sopravvento.
Apri un filo il finestrino: bastano due centimetri per accelerare lo scambio termico e far sparire la nebbia interna.

Cosa tenere sempre nel vano portaoggetti

Se proprio non puoi aspettare che l’aria faccia il suo lavoro, l’unica alternativa sicura è un panno in microfibra pulito.

Perché la microfibra? Le sue fibre sono progettate per catturare l’umidità e lo sporco senza lasciare residui grassi.

Il trucco extra: tenere in auto una spugna anti-appannante specifica o, in emergenza, un foglio di giornale (la carta dei quotidiani assorbe l’umidità senza lasciare aloni).

I “rimedi della nonna” che funzionano davvero

Se cerchi soluzioni low-cost ma efficaci per non avere mai i vetri dell’auto appannati, prova questi trucchi:

La schiuma da barba: passa un velo di schiuma da barba comune sul vetro e poi rimuovila con un panno pulito finché non brilla. Crea una pellicola protettiva invisibile che impedisce all’umidità di attecchire.
La calza con la lettiera: riempi un vecchio calzino con della lettiera per gatti (meglio se al silicio) e nascondilo sotto il sedile. Assorbirà l’umidità in eccesso nell’abitacolo durante la notte.
La patata tagliata: passare mezza patata sul vetro (metodo d’emergenza) lascia un velo di amido che agisce come anti-appannante, anche se può lasciare qualche alone.

Manutenzione: non dimenticare il filtro abitacolo

Se i tuoi vetri si appannano continuamente e l’aria sembra “pesante”, il colpevole potrebbe essere il filtro antipolline (abitacolo). Se è intasato o umido, blocca il corretto flusso d’aria e favorisce la formazione di condensa. Cambialo ogni 15.000 – 20.000 km.

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