Sei in auto, stai guidando, premi sul pedale dell’acceleratore e, assieme alla spinta, avverti un forte soffio d’aria. Molti pensano subito al peggio, non è detto: la causa spesso è da ricercare in un componente in gomma che alimenta il motore. Attenzione però a non sottovalutarlo, ignorarlo porta alla rottura del turbocompressore.
Il componente difettoso
Se avverti quel forte rumore quando chiedi potenza al motore, la risposta è quasi certamente una perdita nel circuito si sovralimentazione. Non è la turbina a produrre quel suono, ma è l’aria compressa che fuoriesce violentemente prima di arrivare nel collettore di aspirazione. Nella maggior parte dei casi, il responsabile è il manicotto in gomma. Si tratta di un grosso tubo che subisce continuamente cicli di dilatazione dovuti alla pressione e sbalzi termici estremi. Con il tempo la gomma perde elasticità e si deteriora. Ecco cosa accade tecnicamente:
il circuito perde pressione: il turbo spinge l’aria pressurizzata verso le valvole di aspirazione, ma se il circuito non è sigillato, l’aria esce con forza creando il classico soffio;
si manifesta sotto sforzo: al minimo non senti nulla, perché la fessura si apre solo quando acceleri e la pressione interna aumenta forzando l’uscita dell’aria;
il motore “soffoca”: l’aria che senti uscire è ossigeno perso che non entra nei cilindri, per questo l’auto ha meno potenza e molto spesso emette fumo nero dallo scarico.
Ti consiglio quindi di recarti subito in officina, guidando rigorosamente a bassa velocità per non forzare la turbina.
Intercooler danneggiato: altra possibile causa
Esiste un secondo scenario, tecnicamente identico come sintomi ma diverso come componente. Stiamo parlando dell’intercooler, quel radiatore (solitamente posizionato nella parte bassa del paraurti anteriore) che serve a raffreddare l’aria compressa dalla turbina per renderla più densa e performante. Essendo esposto frontalmente, può danneggiarsi per due motivi principali:
impatto esterno: un sasso autostradale o un piccolo urto possono bucare le lamelle di alluminio, creando una via di fuga per l’aria;
cedimento strutturale: le “casse” laterali dell’intercooler sono spesso in plastica e pressate sul corpo in alluminio. Con le vibrazioni e la pressione del turbo, queste giunzioni possono cedere, creando uno sfiato che genera lo stesso rumore del manicotto rotto.
Che sia il tubo in gomma o il radiatore in alluminio, il risultato non cambia, il sistema non è più in pressione. Anche qui, l’unica soluzione è rivolgersi al meccanico.
Rottura del turbo
Molti continuano a guidare pensando che quel fastidioso rumore sia dovuto solo alla normale usura del motore, ma è un errore che può costare caro. Il problema nasce perché la centralina rileva che la pressione è bassa a causa della perdita e cerca di correggerla subito, ancora prima di accendere l’anomalia motore o mandare la vettura in recovery.
Ordina quindi al turbocompressore di spingere di più per compensare questo mancamento; così il componente è costretto a lavorare oltre il suo limite di sicurezza (fenomeno di overspeed), finendo per usurarsi prima del tempo, trasformando un guasto da poche centinaia di euro in un danno molto più oneroso.
I consigli del meccanico
Come professionista, voglio darti alcuni suggerimenti utili per aiutarti a prevenire guasti seri ed evitare così spese impreviste:
prevenzione: durante ogni tagliando chiedi sempre al tuo meccanico di controllare visivamente lo stato dell’impianto di sovralimentazione, perché con il calore le tubazioni in gomma tendono a seccarsi e creparsi, e l’intercooler può presentare tracce di olio esterne indice di rottura;
riparazione: se senti un rumore anomalo o un soffio mentre guidi, evita assolutamente di “tirare le marce” o fare sorpassi azzardati e raggiungi l’officina a bassa velocità per non stressare la turbina che sta già lavorando in condizioni critiche.