Quando si pensa alla Groenlandia, le prime immagini che vengono in mente sono iceberg colossali, orsi polari e l’aurora boreale. Tuttavia, anche nella nazione meno densamente popolata della Terra, le persone hanno bisogno di spostarsi. Ma guidare qui è un’esperienza unica al mondo, dettata da una geografia estrema che sfida ogni logica “continentale”. Il parco auto della Groenlandia è un microcosmo affascinante: piccolo, isolato e incredibilmente pragmatico. Qui l’auto non è uno status symbol di libertà per viaggiare ovunque (per quello servono barche ed elicotteri), ma uno strumento di pura sopravvivenza urbana contro il gelo.
Un’isola senza strade (o quasi)
Per capire il mercato automobilistico groenlandese, bisogna prima comprendere un paradosso fondamentale: in Groenlandia non esistono strade che collegano le città tra loro. Se si vuole andare dalla capitale Nuuk alla seconda città più grande, Sisimiut, non si può prendere l’auto. Devi prendere un aereo o una nave.
La rete stradale totale dell’intera isola copre circa 150 km, di cui solo 60 km sono asfaltati. Le auto, quindi, vivono prigioniere all’interno dei confini urbani o su brevi tratti sterrati che portano all’aeroporto locale o al porto.
Quante auto ci sono davvero?
Considerando una popolazione di circa 56.000 abitanti, i numeri sono sorprendentemente contenuti. Il totale si stima che ci siano circa 5.000 – 6.000 autovetture private registrate sull’isola. I Veicoli totali includendo camion, furgoni commerciali, taxi e mezzi da lavoro, il numero sale a circa 8.500 – 9.000 unità.
Il tasso di motorizzazione è basso rispetto agli standard europei o americani, non per povertà, ma per inutilità pratica: possedere un’auto ha senso solo nelle città più grandi come Nuuk, dove le distanze iniziano a richiedere più di una semplice passeggiata.
I modelli più diffusi: il regno delle 4×4
Che auto si compra in un posto dove l’inverno dura mesi e l’asfalto è un lusso? La risposta è semplice: robustezza e trazione integrale.
Ecco i modelli più diffusi sulle strade groenlandesi:
Toyota Hilux e Land Cruiser: sono i veri re dell’Artico. La Toyota ha una quota di mercato dominante. L’affidabilità meccanica a temperature di -20°C o -30°C è il fattore decisivo. Vedere un Hilux rialzato con gomme artiche è la normalità.
SUV Compatti (Toyota RAV4, Suzuki Vitara): per chi vive a Nuuk e non deve affrontare sterrati estremi, i SUV compatti sono la scelta prediletta per le famiglie.
Volkswagen: anche il marchio tedesco è ben rappresentato, specialmente con modelli come il Tiguan o i veicoli commerciali (Transporter) usati dalle aziende locali.
La sorpresa elettrica
Potrebbe sembrare controintuitivo a causa del freddo che riduce l’autonomia delle batterie, ma le auto elettriche stanno guadagnando terreno a Nuuk. Il motivo? L’energia elettrica in Groenlandia è spesso prodotta da centrali idroelettriche (quindi è pulita ed economica), mentre la benzina deve essere importata via nave a costi elevati. Poiché le distanze da percorrere sono brevissime (spesso meno di 10 km al giorno), l’autonomia ridotta dal freddo non è un problema reale.
L’ombra della Casa Bianca: l’interesse di Trump
Mentre gli abitanti locali si preoccupano di montare pneumatici chiodati, la Groenlandia è tornata al centro di una curiosa attenzione geopolitica. È noto l’interesse di Donald Trump per l’isola: già durante il suo primo mandato aveva espresso la volontà di “comprare” la Groenlandia dalla Danimarca, definendola una grossa operazione immobiliare strategica.
Oggi, con Trump nuovamente alla Presidenza degli Stati Uniti, l’isola rimane un punto focale per le sue immense risorse naturali e la posizione artica strategica, anche se per ora le uniche “trattative” che si vedono sulle strade di Nuuk sono quelle per l’acquisto di fuoristrada usati.