La sicurezza in autostrada è legata alla guida in modo prevedibile perché a velocità sostenute la prevedibilità consente agli altri di reagire senza panico. L’errore nasce quando si confonde l’autostrada con un’area di guida semplice, dato che le corsie sono larghe e le curve sono dolci, mentre in realtà è l’ambiente dove una piccola imprudenza diventa un evento ad alta energia. Chi si sente protetto dall’asfalto perfetto tende ad abbassare le difese e di conseguenza aumentano i rischi.
Il primo passo verso il rischio è infatti la convinzione di avere sempre tempo perché in autostrada tutto scorre e il cervello si illude che basti frenare quando serve. Il Codice della Strada ragiona in modo opposto: pretende che il conducente mantenga condizioni tali da poter gestire l’imprevisto e l’imprevisto in autostrada è più veloce. Dentro a questa logica rientrano i comportamenti aggressivi che sono meccanismi che degradano la sicurezza collettiva.
La mancata distanza di sicurezza
Il tallonamento è una delle scorrettezze più diffuse perché dà l’illusione di guadagnare tempo, ma in realtà ruba lo spazio. La normativa sulla distanza di sicurezza impone di mantenere uno spazio tale da evitare collisioni e consentire l’arresto tempestivo in caso di frenata del veicolo che precede.
Quando un guidatore si incolla al paraurti di chi sta davanti sta dicendo che conta su una reazione perfetta e su un traffico immobile ovvero due aspetti che non esistono. Basta un rallentamento da onda di traffico, un detrito, una distrazione di mezzo secondo o una frenata per trasformare la pressione in un impatto. E quel primo impatto può innescare altri urti perché chi segue non ha più margine.
La distanza non serve solo a frenare, ma anche a vedere. Se un guidatore si mette troppo vicino, il campo visivo si restringe, non si legge più il traffico avanti e si smette di anticipare. In pratica si inizia a reagire tardi e male
Lampeggiare in continuazione
L’uso dei lampeggianti con gli abbaglianti può avere una funzione di segnalazione, ma diventa un problema quando si trasforma in un comportamento seriale e pressante. Il lampeggio utile è breve, contestuale e finalizzato a farsi notare in una situazione di possibile rischio. Il lampeggio disturbante è continuo e serve a spingere chi sta davanti a liberare la strada anche quando non può farlo in sicurezza.
In pratica il lampeggio insistente crea una catena di stress: chi è davanti si sente sotto pressione, anticipa il rientro, riduce lo spazio, taglia la distanza e il conducente dietro si convince che la propria aggressività stia funzionando. È un comportamento che trasforma una manovra ordinaria di sorpasso in una manovra affrettata.
Il clacson e le interpretazioni comode
Il clacson in autostrada è spesso usato come valvola di sfogo, ma norme alle mano il dispositivo acustico va usato con massima moderazione e soltanto ai fini della sicurezza stradale, con segnalazione la più breve possibile.
Se si suona per protestare, per rimarcare un torto, per fare paura a chi non si sposta aumenta distrazione e conflitto. Il problema non è il rumore in sé, è l’effetto sul traffico: la reazione impulsiva di chi si sente aggredito può essere una frenata, una sterzata, un’accelerazione improvvisa e ognuna di queste mosse a 130 km/h alza il rischio per tutti.
La freccia a sinistra fissa
Tenere la freccia sinistra costantemente inserita è una delle abitudini più irritanti e soprattutto più fuorvianti perché trasforma l’indicatore di direzione in un messaggio falso. L’articolo 154 del Codice della Strada stabilisce che la segnalazione deve essere fatta con anticipo, deve continuare per la durata della manovra e deve cessare quando la manovra è completata. Detto in modo sintetico, non è pensata per restare accesa a vita in corsia di sorpasso.
Quando la freccia resta accesa senza un reale cambio di corsia, chi osserva non capisce più se sta per spostarsi, se sta per rientrare o se sta per stringere. Di conseguenza si generano piccoli incertezze che in autostrada diventano grandi pericoli. Di più: la freccia fissa è molte volte accompagnata da tallonamento e lampeggi e quindi comunica un’intimidazione.
Quando la guida diventa ego
I brutti gesti e le offese sembrano una questione di maleducazione, ma il loro vero impatto è funzionale: spostano l’attenzione dalla strada al conflitto. Quando si guarda il guidatore dell’altra auto, quando ci si concentra sul chi ha ragione, quando si cerca la rivalsa, si stanno sottraendo risorse cognitive al traffico davanti.
La rabbia alla guida produce un clima brutto e scelte peggiori perché rende più probabili accelerazioni inutili, sorpassi forzati, rientri stretti e frenate nervose. In autostrada la rabbia è un moltiplicatore di errori e l’errore non punisce anche chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Il sorpasso a destra
Il sorpasso è regolato e la norma generale è che si effettua a sinistra. L’articolo 148 del Codice della Strada prevede eccezioni ma non giustifica la pratica di spostarsi a destra per superare e poi rientrare come se fosse normale.
La confusione nasce perché in autostrada può capitare che, restando nella propria corsia, si superi un veicolo che procede più lentamente nella corsia di sinistra a causa di traffico a fisarmonica e quella dinamica non coincide in automatico con un sorpasso volontario. Diverso è quando il guidatore decide di andare a destra apposta per passare e poi tagliare di nuovo a sinistra perché sta costruendo un conflitto di traiettorie e velocità.
Il rischio è fisico: chi si aspetta di essere superato a sinistra controlla di più lo specchietto sinistra e l’altro conducente compare nel lato dove l’attenzione è più bassa. È una scelta che aumenta le probabilità di contatto laterale e di frenate improvvise.
Zig zag fra corsie e auto
Lo zig zag è la firma della guida aggressiva perché sostituisce la pianificazione con l’impulso. Cambiare corsia in continuazione significa moltiplicare i punti di collisione, aumentare le differenze di velocità e creare sorprese ovvero le tre condizioni per l’incidente evitabile.
C’è una differenza tra un cambio corsia necessario e un cambio corsia compulsivo. Il primo è una manovra, il secondo è un comportamento. Quando si fa zig zag si sta anche tagliando lo spazio di sicurezza degli altri e quindi si costringi a frenare o a spostarsi. Quella reazione a catena crea onde di traffico che aumentano il rischio a chilometri di distanza, anche per chi non ha mai visto l’altro guidatore.
La corsia di sinistra
Molti dei comportamenti tossici in autostrada iniziano dalla gestione delle corsie. Se la corsia di sinistra viene usata come corsia di marcia permanente, anche quando a destra c’è spazio, il traffico si irrigidisce e arrivano lampeggi, clacson e sorpassi creativi. Il problema non è chi è più veloce: il problema è che l’autostrada funziona bene solo se le regole di flusso vengono rispettate perché così diminuiscono i conflitti.
Velocità percepita e velocità reale
Uno dei fattori meno considerati nella guida autostradale è la differenza tra velocità percepita e velocità reale, perché il cervello umano tende ad adattarsi rapidamente al movimento costante. Dopo pochi chilometri a velocità sostenuta, ciò che all’inizio sembrava veloce diventa normale. Questa assuefazione spinge molti conducenti a ridurre inconsciamente l’attenzione, a sottovalutare le distanze e a ritenere gestibili manovre che in realtà avvengono a oltre trenta metri al secondo. È in questo scarto cognitivo che nascono molte decisioni sbagliate, prese non per imprudenza deliberata ma per falsa sicurezza.
L’effetto tunnel
A velocità elevate entra in gioco quello che gli esperti chiamano effetto tunnel, un restringimento progressivo della visione periferica che porta il conducente a concentrarsi solo sul veicolo davanti. Questo fenomeno è amplificato dal tallonamento e dall’uso insistente dei lampeggianti perché lo sguardo viene catturato da un singolo punto e smette di leggere il contesto più ampio. In autostrada la sicurezza nasce però dalla capacità di osservare più livelli di traffico contemporaneamente e non dal fissarsi su un paraurti.