• 2 Gennaio 2026 17:04

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

40 milioni di moto sequestrate al noto latitante, nel bottino cimeli di Rossi e Marquez

Gen 2, 2026

Un sequestro senza precedenti nella storia delle due ruote, ha visto l’FBI portare alla luce una delle collezioni di moto più importanti del mondo. Decine di bolidi da competizione guidate da i nomi più importanti della storia del motomondiale, per un valore stimato di circa 40 milioni di dollari. Questo il sequestro avvenuto nei confronti di Ryan James Wedding, ex atleta olimpico di snowboard diventato ad oggi uno dei latitanti più ricercati al mondo.

Decine di moto di campioni

Le immagini della divisione dell’FBI di Los Angeles parlano di una collezione di almeno cinquanta moto da collezione, con pezzi unici da museo. Diverse Ducati Desmosedici si susseguono, tra cui alcune legate direttamente alla Classe 500 e ai primi anni della MotoGP. Tra i cimeli più preziosi figura la Ducati numero 65 di Loris Capirossi, simbolo di un’epoca in cui la MotoGP stava cambiando volto. 

Nel panorama più moderno non mancano esemplari guidati dai nomi più importanti della storia recente, come l’Aprilia RS 125 del 1996, la moto dell’esordio dell’allora giovanissimo Valentino Rossi, oppure la rarissima Suter MMX2 con livrea Repsol che portò Marc Márquez al titolo Moto2 nel 2012, prima del suo ingresso trionfale in MotoGP.

Una collezione che racconta il legame di un vero appassionato e che, messa insieme, rappresenta oltre trent’anni di storia delle corse, dai prototipi due tempi fino alle MotoGP più moderne.

Dallo snowboard al traffico internazionale

La figura che si nasconde dietro a questo incredibile ritrovamento è Ryan James Wedding, con una storia degna di una pellicola cinematografica. 44enne canadese con un passato da atleta olimpico e una partecipazione ai Giochi di Salt Lake City nel 2002. Una carriera da snowborarder in crescita brutalmente interrotta da una discesa personale che lo ha messo sulle prime pagine dei giornali, ma lontane dal mondo dello sport.

Secondo le accuse formulate dalle autorità di vigilanza statunitensi, l’ex atleta sarebbe coinvolto in un vasto traffico internazionale di droga, con ramificazioni tra Stati Uniti, Canada e Messico. Accusa che si accompagna a reati pesanti, tra il traffico di stupefacenti su larga scala, riciclaggio, associazione a delinquere e persino omicidio. Un profilo ben distante da quello di un atleta olimpico e che ha portato la Federal Bureau of Investigation a inserirlo nella lista dei latitanti più pericolosi, offrendo una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura.

Pezzi da museo

Le moto sequestrate, secondo gli inquirenti, rappresenterebbero una parte degli asset acquistati per riciclare proventi illeciti. Un modo per trasformare denaro sporco in beni di lusso difficili da tracciare e facili da occultare dietro la passione per il collezionismo. Ora il futuro della collezione è incerto. Potrebbe finire all’asta, essere destinata a musei o rimanere a lungo sotto la custodia delle autorità, in attesa che la complessa vicenda giudiziaria faccia il suo corso. Quel che è certo è che difficilmente si era mai vista una collezione privata di moto da corsa di questo livello, tanto vasta quanto controversa.

Una storia che intreccia sport, lusso e criminalità internazionale, ricordando ancora una volta come il mondo del collezionismo, talvolta, possa diventare lo specchio di realtà molto più oscure

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close