• 1 Gennaio 2026 14:40

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Auto, fine dei rincari: nel 2025 i listini segnano la prima discesa dopo la pandemia

Gen 1, 2026

Dopo anni che il mercato è in continua crescita, per la prima volta il 2025 segna una diminuzione dei prezzi delle auto nuove. Una lieve inversione di tendenza, ma significativa in un momento delicato del mercato automobilistico europeo, stretto nell’incertezza di normative più stringenti, transizione elettrica non ancora chiara e accettata e un potere d’acquisto messo a dura prova dagli ultimi anni. 

Un inizio di discesa

I numeri in questo caso sono lievi, ma quanto basta per alimentare un pò di speranza per il futuro: a dicembre 2025, il prezzo medio del listino di tutti i modelli in vendita nel nostro paese è calato dell’1,2% rispetto al 2024. Non una percentuale che possa far gridare al miracolo ma che, rapportata all’inflazione, permette agli automobilisti italiani di non veder peggiorare ulteriormente il proprio potere d’acquisto. Fattore quest’ultimo, che negli ultimi anni aveva progressivamente allontanato molti clienti dal mercato del nuovo, spingendoli verso l’usato o verso formule alternative come il noleggio.

Il dato è ancora più interessante se si considera che arriva in un contesto tutt’altro che semplice, con costi industriali elevati, investimenti enormi sull’elettrificazione e una domanda che resta fragile.

Primo cambio di rotta dal 2020

Per capire quanto questa inversione sia rilevante, basta guardare indietro di qualche anno. Dal 2021 al 2024 i prezzi delle auto nuove sono cresciuti a ritmi che non si vedevano da decenni. Nel 2021 l’aumento medio era stato del 3,9%, nel 2022 si era arrivati a un pesantissimo +12%, mentre il 2023 aveva segnato un ulteriore +9,1%.

Un’escalation che ha avuto molte cause: crisi delle catene di fornitura, carenza di semiconduttori, aumento dei costi energetici, nuove dotazioni di sicurezza obbligatorie e, non ultimo, il riposizionamento verso l’alto di molti modelli, soprattutto nei segmenti più compatti. Con il risultato che chi ha acquistato un’auto tra il 2021 e il 2024 ha pagato sensibilmente di più rispetto a chi lo aveva fatto prima della pandemia. Il 2025, pur senza ribaltare il quadro, segna quindi una prima, timida normalizzazione. Non un ritorno al passato, ma un rallentamento evidente della corsa al rialzo.

Tante variabili dietro al prezzo reale

Va detto però che parlare di prezzo dell’auto oggi è sempre più complicato. Il listino è solo una parte della storia. Tra finanziamenti, rate finali, noleggio a lungo termine, promozioni legate alla permuta e bonus temporanei, il prezzo effettivamente pagato dal cliente è spesso molto distante da quello ufficiale.

Questo rende difficile capire quanto la discesa dei listini si traduca in un reale risparmio per chi compra. In molti casi, le Case hanno già iniziato da tempo a lavorare su formule commerciali più aggressive, puntando su sconti indiretti piuttosto che su tagli secchi ai prezzi di listino. Una strategia che consente di mantenere il valore del marchio, ma allo stesso tempo di stimolare una domanda che negli ultimi anni si era raffreddata.

Un segnale da non sottovalutare

La discesa dei prezzi nel 2025 non va letta come un evento isolato, ma come il possibile inizio di una nuova fase per il mercato dell’auto. Le Case devono tornare a fare i conti con una domanda reale, meno disposta ad accettare aumenti automatici e più attenta al rapporto tra prezzo, tecnologia e utilizzo quotidiano.

Per gli automobilisti, è una boccata d’ossigeno. Per l’industria, un campanello che segnala la necessità di rivedere strategie e posizionamenti. Il mercato resta complesso e pieno di incognite, ma dopo anni di sole cattive notizie, il 2025 porta con sé un primo, concreto segnale di inversione. E non è poco.

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