• 28 Febbraio 2025 21:37

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Quanti cavalli ha una Formula 1, il confronto con altre categorie del motorsport

Feb 28, 2025

La F1 rappresenta l’apice della tecnologia automobilistica, con vetture che raggiungono potenze massime, ma quanti cavalli ha realmente una monoposto di Formula 1? Per rispondere a questa domanda, è necessario esaminare l’evoluzione dei motori nel corso degli anni, l’attuale configurazione delle power unit e le prospettive future.

L’evoluzione dei motori

Nel corso dei decenni, i motori di Formula 1 hanno subito trasformazioni radicali. Negli anni ’80, l’era dei motori turbo ha visto potenze che superavano i 1.000 Cv in configurazione da qualifica. La Ferrari nel 1981, fu la prima nella costruzione di un motore turbo a 6 cilindri disposti a V di 120° e di 1496 cm3 di cilindrata per una potenza massima di 660 Cv. Altro esempio, il motore TAG Porsche TTE PO1, utilizzato dalla McLaren dal 1983 al 1987, arrivò a erogare circa 1050 Cv.

Se invece pensiamo agli inizi del 2000, la Ferrari aveva sviluppato un motore a 10 cilindri disposti a V di 90° da 2996,62 cm3 di cilindrata per una potenza massima di 805 Cv. Quello, fu l’anno dei record della Scuderia e alla guida della SF-2000 c’era Michael Schumacher. Con l’avvento poi di regolamenti più restrittivi, le potenze sono state limitate per garantire maggiore sicurezza e sostenibilità.

Le power unit moderne

Nell’ultimo decennio, la Formula 1 ha adottato power unit ibride sempre più sofisticate. Queste, combinano un motore a combustione interna con componenti elettrici per aumentare l’efficienza e le prestazioni. Il motore a combustione è un V6 turbo da 1,6 litri, capace di erogare circa 750 CV. A questa potenza si aggiunge quella generata dal sistema ibrido, che porta la potenza totale della vettura a sfiorare i 1000 Cv. Nello specifico, si recupera l’energia cinetica durante la frenata e la si converte in energia elettrica, fornendo un incremento di potenza di circa 160 CV. Inoltre, altri cavalli arrivano dal recupero dell’energia termica dai gas di scarico che poi viene convertita.

Una moderna monoposto di F1 dispone quindi di una potenza complessiva che si avvicina ai 1000 Cv. Con l’introduzione dei nuovi regolamenti nel 2026, assisteremo a un’evoluzione che privilegerà ulteriormente l’energia elettrica, mantenendo inalterate le prestazioni che rendono questa F1, lo sport motoristico per eccellenza.

La SF-25 e le altre

Per la stagione 2025, la Ferrari ha presentato la settantunesima monoposto della sua storia in F1, la SF-25, con la quale spera di tornare al tanto atteso successo che a Maranello manca ormai da troppo. Nello specifico, sulle vetture che verranno guidate da Charles Leclerc e Lewis Hamilton ha installato una power unit denominata 066/15 a 6 cilindri disposti a V di 90° da 1600 cm3 di cilindrata, turbo ibrido, per una potenza massima di 1044 Cv. Una power unit 066/15 che in realtà non prevede grandi innovazioni tecniche dal momento che l’architettura del propulsore è bloccata per regolamento dal 2022. L’attenzione in questo caso si è spostata verso un’ottimizzazione della strategia propulsori.

Attesa protagonista sarà soprattutto la Oracle Red Bull Racing RB21 di Max Verstappen e Liam Lawson. Ancora una volta la vettura da battere, il pilota olandese è a caccia di quello che sarebbe il suo quinto Mondiale di F1 consecutivo. Come power unit c’è Honda RBPTH003 a 6 cilindri disposti a V di 90° da 1600 cm3 di cilindrata, turbo ibrido con potenze complessive superiori ai 1000 Cv. Anche per la McLaren sarà un anno importante e per provare a vincere nel mondiale piloti c’è la MCL39. Il motore è un Mercedes-AMG M16 E Performance da 1600 cm3 di cilindrata, V6 turbo-ibrido .

Il confronto con le altre categorie del motorsport

Se parliamo di potenza e accelerazione, la F1 domina il confronto, grazie alla combinazione di power unit ibride e aerodinamica estrema. Tuttavia, le Hypercar sono progettate per resistere a gare di 24 ore, sacrificando potenza per affidabilità, mentre le IndyCar brillano nelle velocità di punta, specialmente sugli ovali.

Una monoposto di F1 ricordiamo pesa intorno agli 800 kg, ha una potenza poco superiore ai 1000 Cv e raggiunge una velocità massima di 350 km/h. Una Hypercar che corre nel FIA WEC 2025, pesa minimo 1030 Kg, ha una potenza da 670 Cv (500 kW) e una velocità massima di circa 330 km/h. Una IndyCar ha un peso minimo di 771 kg, una potenza circa 700-750 CV e una velocità massima oltre i 380 km/h sugli ovali.

Potenza vs affidabilità

La ricerca della massima potenza è solo una parte dell’equazione del successo in una competizione sportiva. Un motore potentissimo, ma fragile, non porta vittorie. O meglio, il motore più potente non vince sempre. I team lavorano per trovare un delicato equilibrio tra prestazioni estreme e affidabilità, soprattutto con regolamenti sempre più stringenti. Un guasto può compromettere un intero campionato. Il tutto considerando budget monetari che seppur stratosferici hanno anche loro dei limiti di utilizzo.

I team usano materiali avanzati come leghe di titanio e fibra di carbonio per lavorare diversamente e ridurre il peso senza compromettere la resistenza. Ma spesso non basta, il vero segreto è nella gestione termica e anche nei lubrificanti sviluppati insieme alle aziende produttrici. Un motore con troppa potenza, ma senza un’efficace dissipazione del calore, rischia di rompersi prima della fine della gara.

C’è da considerare anche che non tutte le gare sono uguali. Su circuiti come Monza o Baku, con lunghi rettilinei, si punta su massima potenza, mentre a Monaco si può ridurre lo stress sul motore. A volte è meglio gestire una gara con meno potenza per evitare danni e raccogliere punti preziosi in ottica campionato. Inoltre, con l’arrivo di nuove sfide legate all’elettronica e alla gestione dell’ibrido, meccanici e ingegneri dovranno sviluppare batterie più resistenti, software avanzati e un raffreddamento perfetto per mantenere prestazioni elevate senza compromettere la durata.

Il futuro

A partire dal 2026, la F1 introdurrà nuovi regolamenti per le power unit, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la sostenibilità. Le principali novità riguardano l’incremento della potenza elettrica, con la potenza del motore elettrico (MGU-K) che passerà dagli attuali 120 kW a 350 kW, equivalenti a circa 476 CV. Altra novità sarà la riduzione della potenza del motore termico, la potenza del motore a combustione interna sarà ridotta da circa 750 CV a 543 CV.

Nonostante questa riduzione della potenza termica, l’aumento significativo della componente elettrica manterrà le prestazioni complessive delle monoposto su livelli elevati, promuovendo al contempo l’uso di tecnologie più sostenibili. E nel circus della F1, questa è la nuova vera sfida.

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