Presente e passato
Il campione mondiale dei pesi massimi che ha riunito quattro cinture, però, prima di pensare a The Gipsy King deve pensare al presente: KubratPulev. “Ha delle ottime basi, è un pugile tecnico, ha un’ottima mano forte. Poi risponde con un altro pugno alla testa o al corpo, colpisce dritto e colpisce pesante. Devo prendere seriamente il match contro Pulev. La boxe funziona in maniera strana. Ho dovuto combattere e conquistarmi queste cinture ad una a una, Pulev le otterrà tutte e quattro se mi sconfiggerà“. Riguardo il suo stile di combattimento ha detto: “Ha delle ottime basi, è un pugile tecnico, ha un’ottima mano forte – ha sottolineato – Poi risponde con un altro pugno alla testa o al corpo, colpisce dritto e colpisce pesante. Devo prendere seriamente il match contro Pulev. La boxe funziona in maniera strana. Ho dovuto combattere e conquistarmi queste cinture ad una a una, Pulev le otterrà tutte e quattro se mi sconfiggerà”. Infine, Joshua ha ripercorso la sua carriera soffermandosi sugli inizi: “Quando ho iniziato a combattere era tutto molto veloce, tutto accadeva rapidamente. Era dura, ero sempre pieno di lividi perché facevo molti errori. Ma poi ho cambiato mentalità: se mi colpisci 5 volte io ti colpisco 6. Ero molto diretto e reattivo. Prima di imparare la sottile arte della boxe ho appreso come colpire forte, ero già campione negli amatori, poi lo sono diventato dei professionisti – ha raccontato -. Quando ho visto il successo di Andy ho pensato: è speciale, è incredibile, lo voglio anche io. Solo allora ho capito il significato dell’essere Campione del Mondo“.