• 7 Febbraio 2026 11:29

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

14.000 euro di pedaggi non pagati, e viene incredibilmente assolto

Feb 7, 2026

È finito con un’assoluzione il processo a carico di un 35enne moldavo accusato di aver beffato per mesi i caselli autostradali. L’uomo era riuscito ad accumulare un debito complessivo di circa 14.000 euro, di cui oltre 1.000 euro riferiti a 18 viaggi compiuti in un mese lungo la costa adriatica. A dispetto delle telecamere e delle denunce, il Tribunale di Pesaro lo ha scagionato dall’accusa di truffa aggravata.

Come funzionava il trucco del Telepass

Il modus operandi dell’uomo era tanto semplice quanto rischioso: la tecnica del pedinamento millimetrico. Al casello, si incollava letteralmente al paraurti dell’auto precedente, quella dotata di regolare dispositivo Telepass, e sfruttando un tempismo perfetto riusciva a passare sotto la sbarra alzata prima che il sensore ne comandasse la chiusura.

Nel corso di intere settimane si è ripetuto lo schema. Solo nel mese analizzato nel processo pesarese, l’uomo ha compiuto 18 viaggi abusivi per un ammontare di circa 1.000 euro, ma la cifra è giusto la punta di un iceberg: altre denunce sparse lungo la penisola parlano di un conto totale vicino ai 14.000 euro. Pedaggi mai versati che hanno portato il 35enne alla sbarra con l’accusa di truffa aggravata.

18 viaggi in un mese lungo l’Adriatico

Risalire all’identità del conducente ha richiesto tempo alle Forze dell’Ordine, perché l’auto aveva targa lituana, ma risultava intestata a un cittadino rumeno residente a Bucarest. In un’occasione gli agenti avevano fermato il 35enne a bordo della vettura, ma né questo né i filmati ai caselli dove apparivano modello e targa del mezzo hanno condotto alla dichiarazione di colpevolezza. In aula è mancata la prova decisiva e, senza la possibilità di dimostrare chi sedeva dietro il volante in ogni singolo passaggio contestato, alla fine ne è scaturito un sostanziale nulla di fatto.

Perché il Tribunale ha assolto il 35enne

La strategia difensiva, scrive il Corriere Adriatico, evidenziava in aula come fosse necessario provare che la persona seduta al posto di guida al momento dell’infrazione fosse proprio l’assistito. Il 35enne era già stato fermato a bordo della stessa macchina ed era un volto noto per episodi simili, ma durante il dibattimento non è emersa una prova definitiva circa i 18 episodi contestati. Pur avendo immortalato perfettamente la targa lituana, le telecamere di Autostrade non hanno restituito un’immagine nitida del guidatore.

Di fronte al vuoto, la difesa ha sostenuto che chiunque avrebbe potuto trovarsi al volante di un mezzo intestato a terzi. In assenza di un riconoscimento certo o un verbale di contestazione immediata per ogni singolo passaggio, si è reso impossibile attribuire all’imputato la responsabilità penale dei transiti. E la sentenza di assoluzione ha posto la parola fine a una vicenda ai limiti dell’assurdo.

Ma come avrà reagito il diretto interessato alla decisione del giudice? Probabilmente non festeggerà nemmeno la vittoria. Dall’ottobre 2024 il 35enne ha, infatti, fatto perdere le sue tracce, addirittura anche al suo stesso legale. È sparito nel nulla, proprio come faceva dopo aver superato la sbarra del Telepass, lasciando dietro di sé un verbale di assoluzione e un debito da migliaia di euro che nessuno, salvo colpi di scena, riuscirà mai a riscuotere.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close