Che la gran turismo-berlinetta ad alte prestazioni, presentata dalla Ferrari a Miami Beach in occasione del GP di F1 del 2024, sia un capolavoro è un dato di fatto. Una supercar da sogno la si poteva migliorare soltanto con l’aggiunta di una trasmissione manuale, ma occorreva coniugare con sapienza la tecnologia moderna e la tradizione storica. I tre pedali sono tornati protagonisti di recente in un test, sul circuito di Balocco, mettendo in primo piano il fascinoso pomello del cambio.
La frizione è by-wire, trasmettendo le medesime sensazioni dei cambi manuali storici Ferrari. A bordo di una 550 Maranello lo sforzo al pedale era pari a circa 15/16 kg, in base allo stile di guida e alle condizioni, mentre nel caso della 12Cilindri la forza da imprimere risulta costante a 12 kg, senza alcun bisogno di regolare cavi o spurgare liquidi. In questo caso la tecnologia aiuta solo a vivere meglio la passione, grazie a un sistema meccanico passivo che riproduce la classica curva carico-corsa dei manuali, mentre la sensoristica di posizione attua idraulicamente la frizione del DCT.
Cura maniacale
Il dodici cilindri della Ferrari ha incantato nella cartolina del Centro Sperimentale Balocco, in Piemonte, per una coinvolgente sfida. Il pilota è accolto a bordo da un tradizionale cancelletto in acciaio con finiture in alluminio anodizzato, una leva del cambio incantevole e un pomello sferico in alluminio, oltre a un pedale della frizione in alluminio forato, affiancato dall’acceleratore e dal freno.
Nelle giuste mani la vettura ruggisce, tenendo fede al DNA del Cavallino e alla sfera più emozionale per cui è stata elaborata. Il “Manuale By-Wire” è stato sviluppato dalla squadra di ingegneri di Maranello, comandata da Valentin Marguet. Il sistema mantiene il cambio a doppia frizione a otto rapporti, con l’interfaccia manuale connessa in modo digitale. La leva del cambio e il pedale della frizione garantiscono una risposta impeccabile, come sottolineato anche dal Test Driving Development Manager, Raffaele de Simone:
“Ho visitato Ferrari Classiche e provato numerose auto d’epoca con cambi manuali, ma la 12Cilindri Manuale ha lo sguardo rivolto al futuro, senza nessuno degli svantaggi di un cambio manuale tradizionale, come il surriscaldamento dei cavi, la difficoltà nell’innesto delle marce a freddo o il rischio di mandare il motore fuori giri selezionando la marcia sbagliata”.
Feedback meccanico autentico
Sotto al cofano del gioiello modenese c’è un V12 aspirato da 6,5 litri. Un motore capace di sprigionare 830 CV a 9.250 giri/min e raggiungere i 9.500 giri/min, che valorizza le cambiate ai regimi più alti attraverso una progressione da sogno. Le performance sono in linea con le aspettative: oltre 340 km/h di velocità massima, scatto da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e da 0 a 200 km/h in meno di 7,9 secondi. La rapidità delle cambiate è stata testata a Fiorano anche da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, alfieri della Scuderia.
Nel caso in cui il conducente dovesse fare errori con la frizione e nell’inserimento della marcia la 12Cilindri Manuale ha la stessa identica reazione di un’auto dell’epoca, arrivando a bloccare l’innesto della marcia, a sobbalzare sino a spegnersi. Persino la tecnica punta tacco è percorribile, mentre l’unica cosa che non è stata aggiunta è la simulazione di grattata, che con una vibrazione sarebbe risultata poco naturale. In caso di necessità o di una guida rilassata si può sempre passare alla trasmissione automatica, giusto per offrire la doppia scelta ai clienti dei 1.499 esemplari di Ferrari 12Cilindri Manuale già tutti venduti a 590.000 euro.