• 1 Maggio 2026 11:57

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1 maggio: Cgil, Cisl e Uil in piazza a Marghera

Mag 1, 2026

AGI – È stato scelto Marghera (Venezia), luogo iconico dell’industria italiana e simbolo della necessità e delle sfide legate alle nuove transizioni e riconversioni, per la manifestazione nazionale che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per il Primo maggio.

Lavoro dignitoso

“Lavoro dignitoso. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” lo slogan della manifestazione che vede tornare sullo stesso palco i tre segretari generali Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri.

Al centro dei discorsi ufficiali senza dubbio il decreto lavoro approvato dal governo e il “il salario giusto“, provvedimenti accolti positivamente dai tre sindacati confederali, ma con le immancabili differenze di vedute. Centinaia i sindacalisti arrivati a Marghera da ogni parte d’Italia. 

Fumarola, lavoro è il fondamento della dignità delle persone

“Il Primo Maggio ci ricorda che il lavoro non è solo un fattore produttivo, ma il fondamento della dignità delle persone. Nell’era dell’algoritmo, questa verità non cambia. Cambia, semmai, la responsabilità collettiva di costruire regole, diritti e strumenti all’altezza della trasformazione”. È quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola oggi in un ampio intervento sul quotidiano “Il Messaggero.

“Se sapremo accompagnare l’innovazione con partecipazione, formazione e contrattazione, l’intelligenza artificiale non sarà la tecnologia che sostituisce il lavoro. Sarà quella che lo rende più forte, più qualificato e più giusto. In occasione dell’approvazione del decreto Primo Maggio, la premier Meloni ha confermato la volontà di rendere quel provvedimento il primo tassello di un più generale Patto per il lavoro. Un traguardo che la Cisl chiede da tempo, e che e’ reso indispensabile dall’era della transizione tecnologica e dell’intelligenza artificiale” aggiunge Fumarola.

“L’innovazione non si impone, si costruisce. Non si diffonde per decreto, ma attraverso contesti organizzativi che la rendono praticabile, legittima e condivisa. E qui entra in gioco il ruolo del sindacato e della contrattazione. Il lavoro dignitoso nell’era dell’intelligenza artificiale non si difende opponendosi al cambiamento, ma governandolo. Per questo serve una nuova piattaforma che poggi su due pilastri. Il primo è il diritto soggettivo alla formazione continua. Il secondo è la partecipazione. L’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi deve essere accompagnata da un coinvolgimento reale dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Non solo per tutelare, ma per migliorare. Perché chi lavora conosce i processi, individua le criticità, contribuisce all’innovazione”, conclude la leader Cisl. 

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