Dopo due anni di assenza dagli schermi videoludici Kylotonn propone il nuovo capitolo della saga WRC: WRC 8. Per chi non lo sapesse si tratta della riproposizione ufficiale del campionato del mondo di rally, organizzato ogni anno dalla Federazione Internazionale Automobile e facente tappa in numerosi paesi del mondo.


Pur se più appassionato di Formula 1, il rally riesce sempre a stimolarmi, sia per il grande contributo che il Tricolore ha dato alla categoria nella sua storia (la Lancia continua ad avere il record di titoli vinti, ben 11), sia per la sua guida spericolata ma altamente tecnica. Il rally è una corsa di grande impegno, non solo per la fisiologica pericolosità, data da tracciati impervi e terreni difficoltosi, ma anche per il suo approccio estremamente equo. Si tratta, infatti, di una gara a cronometro, il che comporta una sfida esclusivamente con se stessi e la propria abilità di guida, senza altri elementi a poter interferire (sorpassi, strategie di team, pit stop e tutto il codazzo di tattiche che contraddistingue invece la Formula 1).

La solitudine del Rally

WRC è una saga che mi ha sempre fatto sudarefreddo, non potendo mai utilizzare quegli escamotage propri di chi non sa perdere, che solitamente si manifestano nel fare a sportellate per la conquista di un podio. Si tratta di una peculiarità, facezie a parte, che deve piacere, soprattutto se non si è dei veri patiti dei motori o se si preferiscono situazioni più vertenti sull’arcade. Il fulcro dell’esperienza, quindi, risiede sempre e solo nell’esecuzione più perfetta possibile, cercando di mangiare quanti più secondi si riesca ed approfittando dei parziali di tracciato più semplici per le accelerate.


L’esperienza di WRC 8 si basa su un approccio mistosimulativo. Nonostante la differenza di disciplina, è evidente che non siamo certo ai livelli di titoli spiccatamente simulativi quali Assetto Corsa. Allo stesso modo, però, il titolo colpisce grazie al suo sistema ibrido che unisce una buona conoscenza delle traiettorie e delle dinamiche di frenata ad una generale facilità di utilizzo. Voglio avvisare subito, prima che i puristi storcano il naso: WRC 8 non è un prodotto “facile” o raffazzonato, più semplicemente si impegna ad offrire un’esperienza variegata, che non comporti una curva di apprendimento troppo elevata, almeno per la difficoltà più bassa.

Il videogioco mette a disposizione varie scelte per quel che concerne aiuti alla guida, bravura degli avversari, realismo dei danni. Per quanto riguarda quest’ultimo punto – lo considero fondamentale nei racing games, aiuta ad immedesimarsi nella situazione e rende molto più credibile l’attività sportiva su schermo – non posso ritenermi completamente soddisfatto. Certo, non ci si può aspettare una versione elegante di DemolitionDerby, ma al tempo stesso è evidente che la maggior parte dei danni si esplica in problematiche interne, che influiscono pesantemente sulle prestazioni (ed è giusto così), ma che si traducono troppo semplicisticamente sulla carrozzeria.


La fisica della guida, grazie anche ad un nuovo meteodinamico, è invece stata portata a livelli ottimali. I terreni e le diverse ruote a disposizione rispondono in maniera plausibile e diversa a seconda delle varie situazioni proposte, che si rivelano essere numerosissime: asfalto, neve, sterrato, pioggia, umido, temporale; il tutto sovente mescolato assieme. I modelli delle macchine, non elevatissimi ma comunque sufficienti, presentano una buona stratificazione, soprattutto nel feedback di guida. In generale, certo senza i lirismi di un simulativo totale, la sensazione è quella di dover padroneggiare ogni traiettoria, pur con qualche semplificazione qua e là. Ovviamente consiglio l’utilizzo di volante e pedaliera, soprattutto se dotati di ForceFeedback.

Un po’ di monotonia

Dal punto di vista delle modalità di gioco WRC 8 cerca di svecchiarsi, offrendo un parterre di attività che possano attirare più giocatori possibili, non solo i veri appassionati di rally. Ho sempre adorato le modalità Carriera, declinate in ogni salsa e in ogni sport: aiutano a dare un senso alla progressione di gioco e favoriscono un’immedesimazione altrimenti difficile. Nel caso di WRC 8 la carriera si apre con un ventaglio in apparenza impressionante di attività, scelte e personalizzazioni. Basta poco, però, per capire che si è ancora lontani da quell’approccio pseudo ruolistico che comporterebbe il vero balzo in avanti per il brand. Anche un entusiasta come il sottoscritto, arrivato al ventesimo “evento speciale” identico al precedente, ha iniziato a provare una certa qual monotonia.


Ad ogni modo, il nocciolo della modalità è quello di iniziare dal basso (Junior WRC, anche se è possibile saltare direttamente a WRC), gestire il rapporto con la casa automobilistica che paga i nostri sforzi e portare a casa il risultato. A questo si aggiunge il dover stare attenti al bilancio – ogni gara ha un costo di iscrizione e dei premi corrispondenti alla posizione – alle riparazioni, agli stipendi della crew e alla Ricerca e Sviluppo. Questa è, indubbiamente, la parte migliore del sistema: nelle mie diverse run ho provato a specificarmi in un ramo a discapito di un altro, ricevendo subito feedback diversi. La stratificazione delle specializzazioni, purtroppo, fa da contraltare a una già accennata monotonia nelle attività su strada. Certo, i tracciati sono quelli ufficiali e sono abbastanza fedeli al corrispettivo reale. Gli eventi extra-rallistici però, come le Gare Estreme e le Corse Storiche, sfruttano sempre le stesse quattro cinque mappe, senza alcun tipo di vezzo creativo.


Dal punto di vista tecnico ho sviluppato sensazioni contrastanti. Da un lato le macchine e il tracciato sono riprodotti con una curadeldettaglio enorme ed un’ottima rispondenza al meteo dinamico. La macchina si sporca (mi è dispiaciuto non poter spendere soldi durante i rally di più giorni per la pulizia, sono stato ufficialmente il pilota più zozzo del mondo), la pista si bagna e si asciuga, con effetti di luce splendidi alla vista. Il contorno invece, questione annosa nei racing games, rimane piuttosto anonimo, soffrendo addirittura di quell’effetto “miniatura” a dir poco fastidioso. I nostri bolidi sfrecceranno quindi in mezzo a case lillipuziane e paesaggi pittoreschi ma ripetitivi. Nel complesso, però, non manca davvero nulla per gli appassionati del genere, che rimarranno soddisfatti anche solo visivamente. Ricordo, infine, che WRC 8 offre non solo l’ampiamente analizzata Carriera, ma anche modalità di sfida singole, un’interessante Stagione e un comparto multiplayer (dove però gli sfidanti latitano, forse perché timorosi della mia bravura o più plausibilmente perché passato troppo poco tempo dall’uscita sugli scaffali).