Prima l’annuncio, poi le polemiche, inevitabili: Nessun atleta africano correr la mezza maratona che verr disputata a Trieste fra poco meno di dieci giorni. L’annuncio arrivata dal presidente dell’organizzazione che promuove la gara podistica – la Apd Miramar -, Fabio Carini: Basta mercimoni – afferma -. Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinch vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa una cosa che non possiamo pi accettare. In Italia, prosegue Carini, troppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi e questo va a scapito della loro dignit – perch molto spesso non intascano niente e non vengono trattati con la giusta dignit di atleti e di esseri umani – ma anche a discapito di atleti italiani ed europei, che non possono essere ingaggiati perch hanno costi di mercato.

Maratona Trieste: marcia indietro, s ad atleti Africa

Con le ore monta la polemica. E in serata arriva il passo indietro. Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato ieri, inviteremo anche atleti africani. Lo annuncia in una nota il patron del Trieste Running Festival, Fabio Carini.

La scelta di escludere dai nastri di partenza della mezza maratona del 5 maggio i corridori africani ha provocato le dure reazioni del Partito democratico. A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la citt, sulla quale i pi alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno, ha commentato Isabella De Monte, eurodeputata Pd e ricandidata al Parlamento europeo nel Nordest, mettendo in guardia. Rincara la dose il segretario regionale dei dem, Cristiano Shaurli che avverte: La nostra regione apre la stagione della discriminazione nello sport.

Hanno preso una cantonata mostruosa, commenta Carini. Ora, il momento che da questa Trieste, citt multiculturale, si dica basta allo sport che non etico. Il nostro obiettivo – ha poi concluso – che questo non rimanga un fatto isolato ma che si cambi le regole.

Intanto secondo quanto scrive il sito Gazzetta.it la Procura Federale della Federazione avrebbe aperto un fascicolo sulla decisione degli organizzatori giuliani: Siamo la federazione che applica gi uno ius soli molto avanzato, dove l’uguaglianza e il rispetto sono l’assoluta normalit. Vigileremo con la massima attenzione, verificando i fatti e le motivazioni, ha scritto sui social Fabio Pagliara, segretario generale della Federazione italiana atletica leggera (Fidal). Pagliara ha anche fatto sapere di aver gi chiesto alla sezione Fvg una relazione sull’accaduto e che, anche su sollecitazione del Coni, in queste settimane si sta lavorando per una rivisitazione del ruolo degli agenti.

Sulla vicenda oggi sono intervenuti anche il sottosegretario alla presidenza con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti e il vicepremier, Luigi Di Maio. Per Giorgetti: Sbagliato escludere gli atleti africani. Non cos che si risolvono i problemi. Ma attenzione perch il malessere esploso a Trieste nasconde l’ennesimo sfruttamento, quelli che chiamo gli scafisti dello sport. Aprir subito un’indagine interna per quanto riguarda le mie competenze. Ascolter tutte le parti in causa per fare chiarezza. Per Di Maio giusto combattere lo sfruttamento dei corridori africani, il professionismo professionismo sempre e come tale deve essere retribuito, ma non cos che si fa, non escludendoli da una gara che si combatte il problema. Anzi, cos il problema si aggrava e la vicenda in se’ per come sta emergendo rasenta la follia.

A oggi sono 1.390 le iscrizioni alla mezza maratona, partecipanti da 28 Paesi, con in prima linea sicuramente austriaci e ungheresi, ma anche Australia, Giappone, Sud America, Brasile e Stati Uniti.

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