È una vecchia storia, ma la Rete non dimentica. Da memorie mai cancellate riaffiorano, tornando virali, le foto hard di Giulia Sarti, la parlamentare riminese del M5S che domenica si è autosospesa in attesa di chiarimenti sulla vicenda dei rimborsi «fantasma» al fondo per le imprese. Gli scatti, che martedì hanno ripreso a circolare su varie chat arrivando anche sui telefonini di politici e giornalisti, sono gli stessi che erano già stati diffusi nel 2013, dopo essere stati rubati da un hacker: gli stessi che Bogdan Andrea Tibusche, ex fidanzato di Sarti, esperto informatico, era riuscito all’epoca a rimuovere.

Le immagini tornano a galla mentre la parlamentare è nella bufera, pochi giorni dopo che il gip di Rimini ha messo fine all’inchiesta nata dalla sua denuncia contro Tibusche, archiviando il fascicolo per appropriazione indebita nell’ambito del caso «rimborsopoli». La parlamentare aveva accusato l’ex compagno di essersi appropriato di fondi versati sul suo conto, annullando i bonifici destinati al fondo per le imprese, un’accusa che il gip ha ritenuto infondata.

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Per l’ex presidente della commissione Giustizia della Camera è una spirale infernale. Oltre alle foto, infatti, sarebbe stato messo in circolo un filmato fake, un falso: «Un video con una ragazza dai capelli mori che non c’entra nulla con la Sarti, non è lei e nemmeno gli somiglia, che si accoppia con un tizio» ha spiegato Filippo Roma, l’inviato delle «Iene» autore dell’intervista a Bogdan Tibusche. Emerge anche l’ipotesi dell’esistenza di filmati ripresi in casa Sarti all’insaputa dei presenti grazie a un sistema di telecamere interne. Anche in camera da letto.

rimborsopoli

La deputata appare tuttavia meno vicina a una espulsione finora data per certa: «C’è solo lo 0,1% di possibilità che davvero riesca dimostrare di essere innocente» spiega una fonte del M5S, alle prese con l’ennesimo travaglio interno. Tibusche smentisce di essere coinvolto nella nuova diffusione di immagini hard: «Sono pronto a querelare chiunque metta in giro la voce di un mio coinvolgimento in questo schifo» dice, affermando che «qualche criminale ha salvato quelle foto e hanno continuato a girare. La stessa Sarti tempo fa mi segnalò che giravano su un Google Drive».

Mentre la caccia ai responsabili è aperta, il Garante per la privacy invita i mezzi di informazione a non diffondere dati «relativi alla sfera intima di una persona» e si solleva un coro di condanna bipartisan. Il presidente della Camera Roberto Fico parla di atto «vergognoso». Da Giorgia Meloni a Mara Carfagna fino alle deputate del Pd e a Laura Boldrini il disprezzo contro il «revenge porn» (vendetta attraverso il porno) è unanime.«La solidarietà a Giulia Sarti per la diffusione di foto o eventuali video privati è sacrosanta. È opportuno che si pensi anche alla privacy di quelle persone che, secondo quanto ricostruito dalle Iene, sarebbero state videoregistrate nel corso di riunioni a casa della parlamentare» argomenta però il deputato Pd Michele Anzaldi.

Il M5S ha già in cantiere le contromisure. Arriva infatti oggi in commissione Giustizia del Senato il ddl firmato da Elvira Evangelista che istituisce il reato di pubblicazione non consensuale di pornografia: «È un crimine rispetto al quale bisogna colmare un vuoto – afferma Evangelista – viene punito con una pena da 6 mesi a un anno chi pubblica immagini senza il consenso della persona e, con una multa, chi le diffonde». Con due aggravanti: la prima relativa all’esistenza di un rapporto di fiducia tra vittima e autore del reato (da 1 a 4 anni), la seconda in caso di morte della persona offesa (da 5 a 10 anni).

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