L’affondo di Beppe Grillo stavolta è clamoroso, il fondatore dei 5Stelle torna ad occuparsi della sua creatura e lo fa per sbeffeggiare l’altro enfant prodige M5s, il “ribelle” Alessandro Di Battista che non si è mai fatto una ragione del governo insieme al Pd. L’ex parlamentare ieri in trasmissione da Lucia Annunziata, ha lanciato un vero siluro al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendo un congresso del movimento che inevitabilmente farebbe ballare il governo e sfidando il premier a candidarsi, se vuole assumere la leadership del Movimento. «Si iscriva a M5s e al congresso e porti la sua linea». Un affondo che non piace a Grillo, fin dalla scorsa estate sostenitore dell’accordo con il Pd.

All’inizio dell’intervista Di Battista, da politico navigato, esordisce con un rassicurante «ho fiducia nel presidente del Consiglio, non deve temere picconature da parte mia». Ma come da manuale della comunicazione politica, la mano tesa iniziale è seguita da parole pesanti. «In questo momento il governo va sostenuto, il modo migliore per sostenerlo è pungolare M5s e far sì che si rafforzi». Quindi, l’attacco: «Il M5s deve organizzare un congresso, un’assemblea costituente. Chiedo formalmente il prima possibile un’assemblea in cui tutte le anime possano costruire una loro agenda e vedremo chi vincerà».

Il vice-segretario Pd Andrea Orlando commenta con perfidia. «Se ho capito bene – scrive su Twitter Orlando – Di Battista ha appena detto a Conte di stare sereno…». Come è noto, «stai sereno» fu la frase beffarda con cui Matteo Renzi rispose a Enrico Letta, preoccupato per la tenuta del suo governo.

Ma non è solo Orlando a leggere in questo modo l’uscita di Di Battista. Lo schiaffo al pasdaran 5 stelle arriva da Grillo in persona, su twitter. «Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo, pensavo di aver visto tutto… Ma ecco l’assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film “Il giorno della marmotta”». Un attacco diretto, senza precedenti, mai finora uno scontro tra i vertici M5s era andato in scena pubblicamente in questo modo.

Grillo sa bene che, al di là delle rassicurazioni di rito di Di Battista, chiedere un congresso significa mettere in discussione il governo, l’alleanza con il Pd, la linea seguita nell’ultimo anno. Un progetto che per “l’elevato” va stroncato sul nascere, perché porterebbe solo alla spaccatura e – di fatto – alla fine del Movimento. Basta leggere il commento di Osvaldo Napoli, Fi, che apre ad un dialogo con i 5 stelle a condizione che la linea di Di Battista venga messa da parte: «Sarà allora possibile aprire un confronto politico chiaro e leale». E Matteo Renzi: «Non si può pensare che io mi fidanzi con Di Battista». Il tutto mentre Luigi Di Maio fa sapere di lavorare ormai «in perfetta sinergia con Dario Franceschini». Il rischio big-bang per M5s diventa concreto e Grillo vuole evitarlo.

La risposta al fondatore arriva ancora via social network, su Instagram Di Battista scrive: «Ho fatto proposte e preso posizioni chiare. Si può legittimamente non essere d’accordo. Lo si dica chiaramente, spiegando il perché». E poi, «di ruoli e poltrone non mi interessa nulla. Sto solo lavorando, da cittadino, a proposte su proposte».

A fine giornata si fa sentire anche Vito Crimi, il capo politico che prova a calmare gli animi chiedendo «compattezza e di unità di intenti» perché M5s «deve restare concentrato su una missione: affrontare la crisi epocale che stiamo attraversando». Scene impensabili fino a qualche tempo fa.