Alessandro Vocalelli

mercoledì 14 marzo 2018 08:10

Correva Dzeko, con la spinta dell’Olimpico, che soffiava alle sue spalle. Correva verso la Curva Sud, verso il tempio del tifo giallorosso, per celebrare un sogno e guardare in faccia il futuro. Il centravanti che a gennaio ha rischiato di andar via – e come ha detto lui stesso si è opposto alla cessione – ha pizzicato con la punta dello scarpino il pallone più importante della sua già brillantissima avventura giallorossa, regalando alla sua gente, a un allenatore troppo poco celebrato, una gioia irrefrenabile. Da dieci anni la Roma non arrivava ai quarti, così come da undici anni il calcio italiano non piazzava due squadre negli ottavi. Juve e Roma adesso sono lì, a rappresentare una delle quattro potenze del calcio continentale. Due italiane, appunto, una tedesca, due o tre spagnole, due o tre inglesi, a seconda di come finirà Barcellona-Chelsea. Insomma, quasi un trionfo per un movimento che pochi mesi fa – con l’eliminazione dal Mondiale – ha vissuto la sua più cocente mortificazione.

Una firma, quella dei nostri tecnici, sulla Coppa più importante: sono già dentro Allegri, Di Francesco, lo strepitoso Montella che ha eliminato Mou, con Conte – come dicevamo – che stasera se la giocherà di fronte a Messi. E se la Juve ha centrato la sua impresa leggendaria a Londra, la Roma ha compiuto il suo capolavoro, eliminando lo Shakhtar con la forza del gioco, delle idee, dei nervi, di un carattere che ha infiammato di entusiasmo. Con un allenatore, Di Francesco, che a gennaio ha ribadito cento volte la sua fiducia a Dzeko e alla vigilia è stato profetico nel chiedere al bosniaco la prodezza decisiva. Ma soprattutto un tecnico che ha pilotato la squadra in maniera perfetta, impedendo agli ucraini – rivedetevi il film della partita – di tirare una sola volta nello specchio. Un record, a questi livelli: il segno di una strategia perfetta a cui lo Shakhtar ha risposto anche provando a buttarla in rissa. Non ci sono caduti Nainggolan e compagni, che evidentemente Di Francesco ha portato al massimo della brillantezza e della reattività proprio nel momento decisivo. Un tuono, quello giallorosso, che si annuncia ai quarti. Perché nelle otto squadre migliori d’Europa, dopo aver battuto il Chelsea ed eliminato l’Atletico Madrid, c’è adesso anche la Roma. Che nei quarti, mai così italiani, potrebbe trovare anche la Juve. In un derby Champions da brividi.