MILANO – Ore 10.30.L’attacco americano alla Siria impensierisce i mercati. Le Borse europee aprono in calo nonostante la lieve chiusura in rialzo di ieri di Wall Street. Piazza Affari perde lo 0,31%, Londra lo 0,08%, Francoforte lo 0,51%, Parigi lo 0,34%. Tokyo archivia invece le contrattazioni in territorio positivo, con l’indice Nikkei che sale dello 0,36% a 18.664,63 punti. Immediata la reazione al bombardamento anche sul mercato valutario, con il dollaro che inizialmente è scivolato nettamente sulle altre monete, salvo poi riassestastarsi sui livelli di ieri e lo yen che è salito nettamente. L’euro sul biglietto verde questa mattina risulta in lieve rialzo, a 1,0648 dollari rispetto ai 1,0643 di eri. La divisa europea si indebolisce invece sulla moneta giapponese: scambiando a 117,76 yen, rispetto ai 117,86 della quotazione precedente.

Anche i petrolio ha risentito del bombardamento militare americano sulla paura degli investitori che una escalation della tensione dell’area potrebbe portare a un difficile approvvigionamento del greggio. Il contratto maggio del wti, dopo aver toccato un massimo a 52,9 dollari al barile, adesso scambia a 52,59 dollari (+1,72%). La scadenza giugno sul Brent, dopo un massimo a 56,08 dollari, adesso scambia a 55,55 dollari al barile (+1,2%).

Balzo in avanti anche per l’oro, saltato a 1263 dollari l’oncia, ai massimi da novembre 2016. “La scelta dei beni rifugio è più che altro nel caso in cui le cose dovessero peggiorare”, prova a minimizzare Jim McCaughan, numero di Principal Global Investors a Bloomberg Tv. “Non è il primo attacco americano in Siria, quindi non si tratta di una novità”. Ma la ripercussioni si sono comunque fatte sentire, come mostra il grafico qui sotto.

La Siria spaventa i mercati. Borse europee in calo

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La mossa Usa arriva in una giornata dominata essenzialmente dal secondo giorno di colloqui in programma tra Donald Trump e il presidente CInese Xi Jinping. Un vertice atteso soprattutto dopo le tensioni delle ultime settimane con la Corea del Nord, e dopo che il presidente ha lasciato intendere in una intervista al Financila Times che se Pechino non dovesse fare qualcosa per frenare Pyongyang ci potrebbero pensare gli stessi Stati Uniti

Avvio di giornata in lieve rialzo perlo spread tra Btp e Bund che segna quota 202 punti a fronte dei 199 di ieri sera. Il rendimento del titolo decennale italiano sale al 2,26%.

Nel’agenda economica da tenere presente la riunione dell’Ecofin informale e quella dell’Eiurogruppo, chiamata soprattutto a discutere della Grecia. L’altro ieri il premier Tsipras ha lanciato un ultimatum ai creditori per trovare con loro un Intesa, a meno di dover convocare un vertice straordinario del Consiglio europeo. Tra gli appuntamenti macroeconomici, migliore delle attese il dato sulla produzione industriale, che sale a febbraio del 2,2% accompagnata anche da un nuovo salto dell’export, cresciuto dello 0,8%. In arrivo i dati sull’industria anche di Francia e Regno Unito.