Di elettrificazione del parco auto ne parliamo sempre e, a volte, anche di quella più nota e collaudata dei treni, come ad esempio per la rete tedesca, ora in parte addirittura convertita a idrogeno. Ma l’ultima ipotesi ventilata per i treni della regione Sicilia è di quelle forti. La Hyperloop One, azienda americana nata in un box di Los Angles ma che con i giri giusti, è ora legata al gruppo Virgin (con persino nobili ispirazioni all’epoca della rivoluzione industriale) potrebbe portare in Italia partendo proprio dalla Sicilia, il supertreno superveloce di quel genio di Elon Musk.

Roba stellare come altro concepito nei progetti patrocinati del vulcanico fondatore di Tesla, un treno che sfrutta l’energia solare e il magnetismo per viaggiare come un fulmine senza gravare su binari e nemmeno sulla nostra rete elettrica, o quasi, perché nell’ipotesi più positiva, qui l’energia la si genera addirittura.

La pratica non è certo una cosa da poco, basta esser razionali, come nemmeno i costi. Però poi, si parlerebbe di fare Roma Milano in mezzora o poco più, ma prima ancora, Catania-Palermo in dieci minuti.

Rimanendo con i piedi, pardon i vagoni per terra, il supertreno lo si dovrebbe vedere non da noi ma in quel di Abu Dhabi tra quasi due anni. Prima che possa divenire realtà in Europa ne passa di tempo, ma tanto, è però giusto conoscere e valutare tutto quanto sia innovazione, specialmente per la mobilità pubblica diciamo noi, adattandolo alla realtà italiana, se possibile.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni (M5S) è tra i sostenitori di Hyperloop, a quando condiviso sui social in questi giorni.