MILANO – Ore 10:30. Cauto ottimismo sui mercati finanziari europei, nonostante le questioni commerciali siano tutt’altro che risolte e il presidente Usa, Donald Trump, sia tornato a minacciare rialzi ai dazi verso la Cina qualora il suo omologo Xi non lo incontrasse al G20 di fine mese.

Milano sale dello 0,6%, con il comparto bancario positivo. Francoforte – ieri chiusa per festa – aggiunge l’1,2%, Parigi sale dello 0,5% e Londra dello 0,45%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, in attesa di sentire cosa dirà Tria in Parlamento della trattativa con la Ue per la procedura di infrazione, è in calo sotto 260 punti base, con rendimento del decennale italiano inveriore al 2,4%.

In Oriente gli investitori hanno accolto con favore la notizia che i governi locali cinesi avranno più spazi fiscali per investire in infrastrutture. La Borsa di Tokyo, dopo un’apertura debole ancora condizionata dai timori sui rischi commerciali, si è ripresa durante la sessione per finire con un leggero guadagno grazie al ripiegamento dello yen e alla ricerca di guadagni su titoli interessanti. Al termine delle contrattazioni l’indice Nikkei dei titoli guida ha guadagnato lo 0,33%. Ieri sera, Wall Street ha chiuso in rialzo con il Dow Jones in progresso dello 0,3% e il Nasdaq balzato dell’1,05%.

Oltre alla relazione di Tria, l’agenda odierna prevede i dati su disoccupazione e retribuzioni in Gran Bretagna, alcuni discorsi di esponenti della Bce e negli Stati Uniti l’indice di fiducia delle piccole imprese e quello dei prezzi alla produzione.

Tra le materie prime, si stabilizzano le quotazioni dell’oro: il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.327 dollari l’oncia dopo i cali registrati ieri. Prezzi del petrolio in recupero ma ancora sotto i 54 dollari al barile dopo il calo della vigilia. I contratti sul greggio West Texas con scadenza a luglio guadagnano 33 centesimi a 53,59 dollari al barile. Il Brent sale di 20 centesimi a 62,49 dollari al barile.