MILANO – Nuova giornata positiva sulla Borsa di Tokyo, con i listini europei che riprendono il filo dei rialzi dopo la scorpacciata di acquisti della vigilia, che ha incoronato Piazza Affari migliore d’Europa. Oggi Milano segna un avvio a +0,15%, con Fca ancora in buona evidenza dopo il boom di ieri. Londra è leggermente sotto la parità, Parigi sale dello 0,3% e Francoforte dello 0,5%.

Tokyo ha chiuso stamattina in rialzo dello 0,89%, rimanendo sui massimi in 26 anni, in scia all’ultimo record del Dow Jones e sulle aspettative di un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro Usa. Le Borse cinesi hanno chiuso positive con lo yuan che ha aggiornato i massimi degli ultimi 20 mesi sul dollaro: Shanghai +0,18% e Shenzhen +0,01%. La Banca centrale cinese ha fissato la parità a 6,4915: da inizio anno, la divisa ha guadagnato 427 punti base sul biglietto verde.

Ieri sera Wall Street ha confermato il record del Dow Jones, che ha superato per la prima volta il tetto dei 25.000 punti: 25.074,02 per l’esattezza, con un aumento dello 0,61%. Bene anche il Nasdaq, che avanza dello 0,18% a 7077,91 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,40% a 2.723,94 punti. Restano alcuni casi che destano preoccupazione, in un clima di sostanziale euforia che Donald Trump rivendica come effetto della sua riforma fiscale: Intel ha registrato una giornata difficile in scia alla falla dei chip dalle dimensioni senza precedenti, contenendo comunque sul finale la perdita al -1,6%. Nella notte, Apple ha fatto sapere che le falle alla sicurezza riscontrate sui microchip colpiscono “tutti i dispositivi Mac e iOs” della Mela, ma “non è possibile sapere quale impatto causi sugli utenti”. Cupertino annuncia di essere al lavoro per rilasciare un aggiornamento di Safari – il browser utilizzato per navigare su internet da iPad, iPhone e Mac – in grado di risolvere il problema.

Apertura stabile per lo spread tra Btp decennali e omologhi titoli tedeschi. Il differenziale si attesta a 158 punti, lo stesso livello della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo italiano è al 2,026%.

L’euro apre in lieve calo sul biglietto verde ma resta abbondantemente sopra quota 1,20 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,2063 dollari, dopo essere volato ieri al top da 4 mesi di 1,2089 dollari. Euro/yen in rialzo a 136,40 e dollaro/yen che sale a 113,07. La progressione dell’euro è legata alle aspettative di ulteriori riduzioni del Qe della Bce, mentre la Fed, dalle ultime minute, mostra segni di divisione in vista dei previsti rialzi dei tassi Usa quest’anno. Sul fronte macroeconomico oggi sono attesi numerosi dati tra cui quelli dell’Istat sul deficit/Pil italiano, le vendite al dettaglio in Italia e soprattutto il tasso di disoccupazione e i nuovi posti di lavoro (attesi intorno a +200mila), gli ordinativi industriali e la bilancia commerciale negli Stati Uniti. Intanto in Francia la fiducia delle famiglie è migliorata a dicembre a 105 punti, oltre le attese, e in Germania le vendite al dettaglio sono balzate del 4,4% annuo a novembre.

Il prezzo del petrolio scende, in Asia, dopo aver raggiunto il top da tre anni. Sui mercati asiatici l’indice Wti per la consegna a febbraio cede 5 centesimi a 61,69 dollari e quello sul Brent per marzo arretra di 6 centesimi a 68,01 dollari. Ma lo slancio dei prezzi prosegue per la domanda dagli Stati Uniti.