Tremila sono stati evacuati. Ma ci sono ancora 4mila bambini intrappolati ad Aleppo Est, tra cui molti orfani. Hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte. A lanciare l’allarme il portavoce dell’Unicef in Italia, Andrea Iacomini, secondo cui la situazione in quello che rimasto della citt drammatica dal momento che mancano medicine, acqua, riscaldamento. Oltretutto case e ospedali sono ridotti in macerie e molti dei bambini evacuati non sarebbero vaccinati. Prima dell’assedio di Aleppo la copertura vaccinale era appena del 30%. L’Unicef ha indetto per oggi l’#AleppoDay, giornata dedicata a informare, raccontare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei bambini di Aleppo e di tutta la Siria colpiti dalla guerra. Intanto ad Aleppo continua l’evacuazione di ribelli e civili. Nella notte decine di autobus sono partiti sotto una fitta nevicata e secondo la Croce Rossa le operazioni dovrebbero essere quasi concluse. Sono circa 30mila le persone che hanno lasciato la citt dall’inizio delle operazioni, il 15 dicembre scorso.

Mobilitazione pubblica in piazza del Popolo

Come detto per manifestare vicinanza ai bambini di Aleppo e della Siria, con un gesto simbolico di calore umano e protezione, oggi l’ Unicef ha chiamato a raccolta cittadini e volontari in una mobilitazione pubblica in piazza del Popolo, a Roma. Con striscioni e bandiere azzurre, in occasione dell’odierno #Aleppoday, gli operatori hanno voluto aprire un varco nell’indifferenza verso questo conflitto e invitare tutta Italia a esporre sui balconi e sulle finestre una coperta. In Siria fa pi freddo che in Italia – ha osservato il portavoce di Unicef Italia – con queste coperte copriamo due volte i bambini: concretamente, perch hanno bisogno di riparo e vogliamo raccogliere fondi per portare loro aiuto, e simbolicamente. Per Roberto Mancini, ex calciatore ed allenatore di calcio, che con l’Unicef ha visitato il campo profughi di Za’atari se uno ha un po’ di coscienza e vede le immagini di Aleppo, di questi bambini che muoiono, non pu non far niente, anche un minimo sforzo.

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