«Cambiare le priorità infrastrutturali»

Il rapporto mette in evidenza che negli ultimi due anni (2019-2020) in Italia non è stato inaugurato nemmeno un chilometro di linee metropolitane. È aumentato il distacco tra le città italiane e quelle europee, proprio laddove più rilevanti sono i ritardi: la dotazione di metro, tram e ferrovie urbane per i pendolari. Secondo Legambiente occorre cambiare le priorità infrastrutturali: dal 2002 al 2018, i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade, mentre tra 2010 e 2018 sono stati realizzati 298 km di autostrade e 2.479 km di strade nazionali, a fronte di appena 91,1 km di metropolitane e di 58,4 km di linee del tram.

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Di qui la conclusione dell’indagine. Per l’Italia il Next Generation EU è uno di quei treni che “passano una volta sola”, ma una buona parte del Paese rischia di attenderlo sul binario sbagliato: «Potrebbe rappresentare la svolta per un trasporto su ferro sostenibile – si legge nel report -, se le risorse europee disponibili fossero accompagnate da una chiara e puntuale visione di obiettivi, riforme e investimenti che da qui al 2030 guardino in primo luogo agli spostamenti nelle aree urbane e alla rete ferroviaria del Sud. Una visione che finora è mancata».

Investimenti per oltre 26 miliardi in dieci anni

Lo scenario proposto da Legambiente al 2030 prevede investimenti pari a 13 miliardi di euro per gli interventi sulle linee nazionali e regionali e di 13,7 miliardi per quelli nelle città, oltre ai 5 miliardi per il rinnovo del parco circolante. «Un quadro di investimenti – conclude Legambiente – che in dieci anni, tra Next Generation UE, fondi strutturali, investimenti nazionali e regionali, è assolutamente alla portata di un Paese come l’Italia».

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Il treno che vorrei

Se questa è la strategia che Legambiente suggerisce di mettere in campo già da quest’anno, sfruttando l’onda lunga delle risorse europee, Pendolaria 2021 racconta delle storie di mobilità sostenibile che già ora sono una realtà. Si tratta di 38 esempi positivi riscontrabili al Nord come al Sud. Molti riguardano, ad esempio, la rivoluzione negli spostamenti lungo le direttrici principali della città grazie alle linee del tram presenti a Padova, Firenze o Palermo. Altri le metrotranvie, come in Sardegna, a Sassari e a Cagliari. E ancora, il progetto di una metropolitana di superficie a Ragusa, i successi delle metropolitane di Milano e Catania, le tante nuove velostazioni, grazie alle quali gli spazi in città vengono rigenerati e i pendolari possono raggiungere la stazione dei treni in bicicletta anziché in auto, potendo contare su luoghi sicuri, come a Rimini, Cesano Maderno, Busto Arsizio e Como Borghi.

Tra gli esempi positivi, anche l’introduzione del biglietto ferroviario integrato in Puglia, il trasporto gratuito per gli studenti in Sardegna, le diverse soluzioni adottate in molte città italiane che riguardano la mobilità intermodale, dall’Alto Adige alla Lombardia, dall’Emilia-Romagna al Piemonte e al Veneto. E poi ancora l’inaugurazione del polo intermodale di Trieste Airport, la nuova stazione di Matera Centrale, i nuovi treni per il Sud e le stazioni in Campania, la nascita delle linee turistiche italiane, grazie all’entrata in vigore della 128/2018 che prevede l’istituzione di linee a uso turistico in 18 aree di particolare pregio naturalistico e/o archeologico del Belpaese.