MILANO – Ore 10:15. Mercati sempre segnati dalle notizie che arrivano dal duplice fronte del coronavirus: sia quello sanitario sulla progressione della pandemia, che quello politico e che investe il problema di mettere risorse nei sistemi per superare lo choc economico in corso. Negli Usa, il Senato ha approvato il piano storico da 2 mila miliardi di dollari e ora la palla passa in mano alla Camera, in mano ai democratici.

Dopo i recuperi delle ultime sedute, seppure a macchia di leopardo, oggi il barometro delle Borse europee torna a indicare brutto tempo. Milano limita la perdita dell’apertura e a metà mattina cede lo 0,85%. Il comparto bancario è sotto osservazione dopo che Moody‘s ha rivisto outlook o prospettive per 15 banche italiane, tenendo conto dell’emergenza coronavirus. Fanno peggio gli altri listini Ue: Francoforte l’1,7%, Parigi il 2,3% e Londra il 2,25 per cento. Negativi anche i future sugli scambi americani.

Chi continua a beneficiare dell’intervento sui mercati della Bce è il Btp italiano: lo spread con i Bund tedeschi è in calo a 180 punti dai 184 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale tricolore è all’1,497%. La Banca centrale europea ha intanto depositato un documento legale dal quale emerge che potrà superare i limiti auto-imposti sugli emittenti nell’ambito degli acquisti dei pandemic bonds, che valgono 750 miliardi di euro entro fine anno: si potrà dunque sforare la ratio massima del 33% del debito di ogni paese, limite vigente con il Qe “tradizionale”. Nel suo bollettino, l’Eurtower rinforza quanto detto da Christine Lagarde e cioè che è “pronta a fare ciò che è necessario” per contrastare questa situazione straordinaria, tornando a chiedere una reazione “ambiziosa e coordinata” tra politica monetaria e fiscale.

La Borsa di Tokyo ha chiuso, questa mattina, in calo del 4,51% con il Nikkei a 18.664,60 punti. Deboli anche i listini di Shanghai, che ha perso lo 0,6%, e Hong Kong che ha ceduto lo 0,74 per cento. Seul ha perso l’1,09 per cento.

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L’attesa odierna, oltre che puntare a Washington, ruota intorno al vertice europeo per cercare di dare una risposta comune all’emergenza economica che deriva dalla pandemia, attivando il Meccanismo salva-Stati con i suoi 400 miliardi di dotazione se non proprio riuscendo, come hanno chiesto Francia, Italia e Spagna insieme ad altri Paesi, ad emettere finalmente un debito comune. Ieri, anche l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, si è fatto sentire invitando dalle colonne del Financial Times a mettere in circolo risorse immediate per difendere imprese, famiglie e lavoratori senza badare troppo in questo momento al debito.

Servono cure da cavallo, come dice chiaramente il crollo della fiducia dei consumatori tedeschi che secondo le rilevazioni dell’istituto Gfk ha segnato 2,7 punti nell’ultimo sondaggio, mentre erano 8,3 nella rilevazione precedente.

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L’euro apre in rialzo sopra quota 1,09 dollari, mentre il biglietto verde perde colpi in attesa dei dati Usa sui sussidi settimanali di disoccupazione, che dovrebbero mostrare l’aumento dei licenziamenti negli Stati Uniti. La moneta europea passa di mano a 1,0902 dollari e 120,71 yen. Dollaro/yen in calo 110,74. In Italia, Istat ha tracciato un lieve aumento dell’export a febbraio (+0,6%) che congiuntamente con il calo dell’import (-6,6%) fa salire il surplus extra-Ue a 5 miliardi, dai 3,4 del febbraio 2019.

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Così come scema l’appetito per il rischio sulle Borse, anche il petrolio torna in calo, dopo tre giorni di guadagni. Sui mercati pesano le eccedenze nei rifornimentie i lockdown mondiali che hanno interrotto i movimenti e le attività produttive. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono di 33 cent a 24,16 dollari e quelli sul Brent di 11 cent a 27,28 cent. Prezzo dell’oro stabile: il metallo con consegna immediata scambia a 1603 dollari l’oncia (-0,06%).